Azzurra ha dodici anni e una passione gigantesca: il mare. Quando il “diavolo nero”, un misterioso pesce degli abissi, appare in superficie a Tenerife, capisce che qualcosa di strano sta accadendo negli oceani. Insieme alla nuova amica Estela e grazie alla guida del fratello Enrico, futuro biologo marino, Azzurra scopre un mondo incredibile fatto di creature bioluminescenti e segreti nascosti nelle profondità.

Qui, infatti, gli animali sono in serio pericolo a causa delle attività umane e hanno deciso di chiedere aiuto… ma possono comunicare solo a chi sa ascoltare davvero! Per decifrare il messaggio degli animali degli abissi e diffonderlo il più possibile, le due amiche creano Blue Star, una pagina Instagram (@Bluestar_oceannews) che vuole riunire i giovani appassionati che in tutto il mondo lottano per salvare gli oceani. A loro si uniscono altri due giovani, il francese Jacques e il greco Nereo e insieme esploreranno le profondità marine a largo della Sicilia, dove “qualcuno” li sta aspettando...

Scritto a quattro mani da Roberto Danovaro, biologo marino di fama internazionale ed esperto di abissi, e Claudia Fachinetti, naturalista e divulgatrice scientifica Operazione Abissi (Il battello a vapore, 2026, Euro 16,50, pp. 208) si presenta come un’avventura degna di Jacques Cousteau e Giulio Verne dove i protagonisti a bordo di un batiscafo incontreranno specie straordinarie e sfideranno molti pericoli e minacce. Alla fine capiranno di poter fare la differenza per aiutare l’umanità a cambiare direzione e a impegnarsi per proteggere e restaurare gli ecosistemi profondi, i più grandi, misteriosi e vulnerabili del Pianeta.

contentid/c1ab74de-1ccc-4fad-891c-1992cb68948a
contentid/c1ab74de-1ccc-4fad-891c-1992cb68948a

Ai due autori del libro abbiamo chiesto come è nata l’idea di un libro dedicato agli abissi marini, un universo tanto poco conosciuto e ancor meno frequentato dalla nostra letteratura. Ecco la loro risposta:

Danovaro: «Operazione Abissi nasce da REDRESS, un progetto finanziato dall’Unione Europea per il restauro degli ecosistemi marini profondi. Volevamo realizzare attività di divulgazione scientifica che non fossero rivolte solo agli adulti, ma che potessero ispirare anche le nuove generazioni e far conoscere una porzione del pianeta grande quanto circa metà della sua superficie, ancora in gran parte sconosciuta, ma sottoposta a forti minacce».

Fachinetti: «Con questo libro raccontiamo fatti e creature marine reali, sicuramente bizzarre ma esistenti, inserendoli in un’avventura per ragazzi capace di essere affascinante e coinvolgente: un modo per insegnare la verità e promuovere la cultura scientifica – che ha lo stesso valore di storia e letteratura - attraverso il divertimento e il coinvolgimento emotivo».

Oltre a coinvolgere i giovani appassionati di mare, vi siete posti altri obiettivi con il vostro libro?

Danovaro: «L’obiettivo primario era quello di dire ai ragazzi che salvare il pianeta può essere la missione della loro vita, qualcosa per cui impegnarsi e per cui studiare. Ma la speranza è anche che ci siano tanti genitori che, per incentivare la lettura nei propri figli, non si limitino a comprare e regalare il libro, ma lo leggano insieme a loro la sera, prima di andare a dormire. Perché, magari, anche gli adulti potrebbero scoprire che esistono problemi ambientali gravi, di cui tutti dovremmo essere molto più consapevoli e per cui dovremmo impegnarci».

Fachinetti: «Con Operazione Abissi vorremmo raggiungere anche i ragazzi che non sono appassionati di scienza ritenendola magari difficile o noiosa. Le storie, invece, sotto forma di romanzi coinvolgono tutti e in questo caso, tra una riga e l’altra, si accresce la conoscenza e si stimola lo sviluppo di una sensibilità ambientale».

Qual è lo stato di salute degli abissi?

Danovaro: «Gli abissi degli oceani sono stati a lungo considerati una sorta di Eden: un luogo lontano dall’uomo e quindi ancora al sicuro dagli impatti che l’umanità sta determinando in molti habitat naturali. Tuttavia, ora che abbiamo cominciato a studiarli meglio, stiamo capendo che anche questi ambienti sono a rischio. I cambiamenti climatici e le pressioni dirette dell’uomo, dall’inquinamento alle attività estrattive, petrolifere e minerarie, possono danneggiare in modo significativo anche ecosistemi così lontani da noi. Per questo abbiamo il dovere di proteggerli e, dove abbiamo già creato danni, anche di restaurarli».

Fachinetti: «Gli ecosistemi marini sono fragili e dobbiamo smetterla di darli per scontato. Basta guardare la quantità di plastica portata dal mare sulle spiagge o pensare a com’è più difficile oggi, rispetto a 30-40 anni fa, osservare molte creature marine nel loro ambiente».

E come stanno i mari italiani?

Danovaro: «Anche in Mediterraneo c’è un grave rischio di perdita di biodiversità. Qui le attività di pesca a strascico e i rifiuti che si accumula sui fondali, soprattutto all’interno dei canyon sottomarini, stanno provocando danni importanti alle scogliere di coralli bianchi profondi e agli habitat più vulnerabili. Per questo dobbiamo estendere la protezione del mare anche a questi ambienti e restaurarli, così come stiamo facendo nel Canyon Dohrn, davanti a Napoli, e nel Canyon di Bari, nell’ambito dei progetti REDRESS e LIFE DREAM».

© Riproduzione riservata