SPORT - CALCIO REGIONALE

La storia

Giovanni Rais, dall'inferno dell'Afghanistan alla corte del Savoia

Il turritano oggi vive in Campania ed è diventato dirigente della squadra di calcio di Torre Annunziata
giovanni rais 43 anni direttore generale del savoia (foto tellini)
Giovanni Rais, 43 anni, Direttore Generale del Savoia (foto Tellini)

Dall'inferno dell'Afghanistan, Iraq, Bosnia e Kosovo ad una scrivania in una squadra di calcio ambiziosa e di notevole tradizione come quella dei bianchi del Savoia, compagine di Torre Annunziata, città di 43mila abitanti della cintura vesuviana, in provincia di Napoli.

In questo modo potrebbe essere riassunto il percorso umano e sportivo di Giovanni Rais, 43 anni, nativo di Porto Torres. Ma tutta la sua singolare storia merita di essere percorsa. Vive la crisi post-industriale turritana. Gioca a pallone come difensore nel Porto Torres. È volenteroso e arcigno, ma quel calcio non basta per vivere e nel 1998 decide di arruolarsi nell'Esercito.

Dopo qualche anno diventa artificiere, una mansione estremamente difficile e soprattutto pericolosa. Partecipa a missioni delicate in giro per il mondo, vive esperienze anche drammatiche. Poi viene trasferito a Udine e nel tempo libero si dedica al mondo del pallone e alla scoperta di nuovi talenti. Nella città friulana conosce Paolo Poggi, ex calciatore di Serie A e dirigente dell'Udinese. L'ex fantasista gli propone nel 2009 il ruolo di osservatore nel settore giovanile. Compito che Giovanni svolge con zelo. Il ciclo bianconero nel 2014 giunge alla conclusione e si apre quello granata del Torino, società in cui Giovanni assume l'incarico di responsabile degli osservatori del sud Italia.

In Campania conosce Alfonso Mazzamauro, imprenditore nel settore trasporti e appassionato di calcio. Nel 2018 Mazzamauro rileva il Savoia, piazza ambita e società gloriosa con passati anche in Serie B. Apprezza Rais e gli offre il ruolo di Direttore Generale. Il turritano accetta. Segue un buon campionato di Serie D, ma il bello deve venire. Giovanni e i dirigenti questa stagione costruiscono un'ottima squadra, che però non decolla. Il 10 novembre la svolta, la partita in trasferta contro una nobile decaduta del calcio italiano: il Palermo, capolista del girone I in Serie D. I bianconeri del Savoia disputano un grande match ed espugnano il Barbera 1 a 0. Da 13 punti di distacco sulla prima in classifica si riduce a 10.

Successivamente la formazione inanella 7 vittorie consecutive. Ora il Savoia è secondo a 3 punti, il Palermo sempre primo, ma in preda al panico e col fiato sul collo degli avversari campani. I tifosi di Torre Annunziata sono al settimo cielo e le tribune dello stadio Alfredo Giraud ribollono d'entusiasmo, anche 5mila persone a partita.

"Stiamo effettuando una grande rincorsa - esordisce il Direttore Generale Giovanni Rais -. La squadra che abbiamo allestito è ottima e di grandi prospettive. Il campionato è forse la Serie D più difficile d'Italia. Oltre al Palermo ci sono squadre di grande blasone come Messina, Acireale, Licata, con recente passato nella massima serie e in B. Non sarà facile, anche perché il posto disponibile per la serie C è soltanto uno. Noi ce la metteremo tutta. Questa piazza lo merita".

Torre Annunziata è un luogo di passione calcistica ma anche di contraddizioni sociali, in cui bisogna muoversi con estrema cautela. "I problemi ci sono, inutile nasconderlo - spiega il dirigente - ma la dirigenza tenta di tenere lontana la squadra da tutto questo e di cogliere il lato positivo delle cose, come il sostegno della gente, davvero incredibile e partecipato a questi livelli, forse unico in Italia".

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