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Sassari, niente palestra per i pugili professionisti: si allenano in campagna

Il grido d'allarme del preparatore Maurizio Muretti

Il pugilato a Sassari è sport di antiche e solide tradizioni. I più anziani ricordano il grande Gavino Matta, uno dei più grandi sportivi di tutti i tempi della città, ingiustamente dimenticato, campione italiano ed europeo dei pesi mosca, medaglia d'argento alle olimpiadi di Berlino del 1936, quando gli fu rubato l'oro in finale dal tedesco Kaiser.

Dopo Matta vennero i vari Furesi, Ganadu, Polo, Piu e Musina, allevati con infinita pazienza da uno dei padri nobili della boxe sassarese: Oreste Maccioccu. Sassari ha continuato nel tempo a sfoderare ottimi pugili, del valore di Pasca, Dore, Pinna e Ferracuti, solo per citare alcuni nomi.

La fiera rivalità delle boxe sassarese con quella turritana ed algherese è una delle pietre miliari dello sport sardo. Una competizione cementata però anche da grande amicizia, nel rispetto dei valori umani e sportivi, che il pugilato, la nobile art, rappresenta alla perfezione. A Sassari nella boxe ci sono ben 7 società, con decine di agonisti e centinaia di praticanti.

La Boxe Torres Mario Muretti per anni ha trovato sede in un grande stanzone, con ring proprio, al Palaserradimigni. Per i lavori di ampliamento della struttura ( che dovrebbero iniziare a giorni) tutte le società sportive che vi erano ospitate, eccetto la Dinamo, sono state quindi sfrattate dall'Amministrazione, per ragioni di sicurezza. Un colpo tremendo per i vari sport, che ha messo clamorosamente a nudo la mancanza e la inadeguatezza delle strutture sportive sassaresi. Un problema di cui tutti erano perfettamente a conoscenza. Qualche società è riuscita fortunosamente a trovare alloggio, le altre sono per ora in mezzo alla strada.

Per la Boxe Torres Mario Muretti è rimasta invece la campagna, alla periferia del capoluogo, dove in mezzo agli alberi si allenano ottimi pugili professionisti del calibro di Cristian Zara, da dilettante, nella categoria dei 52 kg, 4 volte campione italiano e medaglia di bronzo U.22 agli europei, o Andrea Aroni, un ottimo peso medio, vice campione italiano Elite nel 2018.

Un sacco appeso ad un robusto ramo è l'unica attrezzatura di cui possono disporre per ora i circa dieci agonisti allenati dall'indomito Maurizio Muretti. Tutto questo potrebbe dare alla boxe una dimensione romantica. Ma così non può continuare, nel pugilato per prepararsi a puntino ci vuole innanzitutto un ring, che ovviamente la società non sa dove installare.

Per ora comunque c'è il bel tempo, a dare un piccolo aiuto. Ma poi? Gli appuntamenti incombono e la boxe è uno sport che non concede sconti. Cristian Zara ad esempio è atteso da un delicato match il 21 agosto a Brescia, un incontro che potrebbe dare una svolta alla sua carriera a torso nudo, costellata sinora da 4 incontri e altrettante vittorie. Il preparatore Maurizio Muretti è uomo di sport e non fa polemiche, ma rivolge l'ennesimo appello.

"Chiedo al sindaco e all'Amministrazione di Sassari un posto decente dove allenarci". Sinora sono parole cadute nel vuoto. Accontentare tutti è comunque oggettivamente impresa ardua. A Sassari, specie per gli sport che trovano meno spazio sui giornali, si dovrà però cominciare, una volta per tutte, a compiere una cosa che non si è mai fatta nei decenni precedenti: programmare. Nel frattempo l'assessore comunale allo Sport Rosanna Arru ha convocato la Consulta giovedì 18 giugno alle ore 11. Vedremo se in quella occasione ci saranno delle novità. Allo stato delle cose sembra difficile.

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