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Doping, Magnini: "Alla fine la verità è venuta fuori, sogno le Olimpiadi"

"Mi hanno giudicato colpevole prima della fine: forse bisognava aspettare perché dietro l'atleta ci sono la persona e la famiglia"
filippo magnini (archivio l unione sarda)
Filippo Magnini (archivio L'Unione Sarda)

"Per molti atleti un anno in più può essere uno svantaggio ma per un atleta come me, che ha smesso da tre anni e che dovrebbe rimettersi in piazza, avere un anno in più è un vantaggio. Il destino potrebbe aver giocato a mio favore. Al momento mi alleno per divertimento e non certo per preparare un olimpiade, ma andare a Tokio è il mio il sogno nel cassetto".

Filippo Magnini, il nuotatore, quattro volte campione del mondo, intervistato da Massimiliano Graziani su Radio 1 Rai, ha parlato dell'assoluzione per le accuse di doping, del sogno di andare alle Olimpiadi di Tokio 20121 e della necessità di far ripartire il nuoto con la riapertura delle piscine.

"L'entusiasmo è tanto perché, dopo 27 anni di carriera, quella macchia non la volevo assolutamente. Ho sacrificato molto tempo della mia vita, energie mentali, fisiche, economiche per andare fino in fondo perché ero sicuro che la verità sarebbe venuta fuori, ed è stato così.. E quindi adesso ho una bella spinta emotiva, per tutte le cose della vita e anche per sognare l'Olimpiade!! Tengo il sogno nel cassetto e poi, da settembre, vedremo se si materializzerà".

"Nella giustizia ordinaria servono le prove, mentre in quella sportiva si può fare il processo alle intenzioni - continua Magnini sulla vicenda Doping - E noi abbiamo dimostrato che non c'erano ne prove e ne intenzioni e sono stato scagionato. Ci sono voluti tre anni e per fortuna avevo smesso di nuotare già da un anno e mezzo e quindi non ha rovinato la mia carriera, ma questo tempo perso per difendermi e far venir fuori la verità ha rovinato la mia vita personale" Il Rovescio della medaglia della Popolarità. Grandi Titoli per i successi "Filippo il grande" "Magnini Magnifique", ma anche grandi titoli per le accuse da dimostrare "In Italia ci piace costruire eroi, ma ci piace anche vederli cadere. La differenza è che quando mi facevano i titoli da campione del mondo la medaglia l'avevo già vinta. Invece in questo caso mi hanno fatto titoli accusatori quando il processo era ancora in atto e bisognava aspettare almeno la fine: e invece io per tre anni sono stato giudicato colpevole. Forse bisognava aspettare perché dietro l'atleta c'è la persona e ci sono le famiglia... e si soffre in tanti".

Sulla ripresa delle attività Magnini dice: "Il nuotatore professionista non può praticare il suo sport da un'altra parte. Il Calciatore, ad esempio, può andare a correre, usare il Tapis Roulant, può fare esercizi in palestra o anche a casa. Il nuotatore purtroppo ha bisogno dell'acqua. Il nuoto è diverso rispetto a tanti altri sport perché su può praticare solo in piscina. Il nuoto è uno sport di grande sensibilità. il nuotatore deve nuotare tutti giorni. basta stare due giorni fuori

dall'acqua e quando rientri ti senti già diverso. La difficoltà, Dopo due mesi di inattività, sarà innanzitutto mantenere la concentrazione per l'obiettivo. Ogni atleta sa di avere una scadenza che è costituita dalla gara. In questo momento però non esistono gare (sono tutte bloccate) e c'è solo la prospettiva dell'Olimpiade del 2021. Fare una programmazione così ampia, dove non gareggi e non ti testi non è facile. A livello mentale ed emotivo, ma anche a livello fisico perché essere stato fermo due mesi significa aver perso tono muscolare, forza nelle spalle e fiato E quindi si ripartirà con qualche difficoltà, ma non vi preoccupate: alle Olimpiadi vincerà

comunque quello che doveva vincere e che sarà il più forte".

(Unioneonline/F)

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