SPETTACOLI

doppio concerto

Francesco Renga chiude a Sassari e Cagliari il suo L'altraMetàTour 2019

"Questa è la terra delle mie origini"
francesco renga (foto ufficio stampa)
Francesco Renga (foto ufficio stampa)

Le sue radici isolane (il papà è di Tula) le ha sempre sbandierate con orgoglio e anche per questo Francesco Renga ha deciso di chiudere nella sua Sardegna il lungo viaggio de #LaltraMetàTour 2019. Due tappe come un regalo di Natale: il 22 dicembre al nuovo Teatro Comunale di Sassari (sold out) e il 23 dicembre a Cagliari al coperto del padiglione E della Fiera. Alla Friends & Partner si affianca per l'organizzazione Insula Events.

Per la scaletta Francesco Renga attingerà dai brani inediti del nuovo lavoro e da quelli di una carriera iniziata nell'ormai lontano 1986, prima coi Timoria e poi da solista con hit quali "Meravigliosa", la vincitrice di Sanremo "Angelo" e "Un giorno bellissimo".

Con lui sul palco Fulvio Arnoldi (chitarra acustica e tastiere), Vincenzo Messina (pianoforte e tastiere), Stefano Brandoni (chitarre), Heggy Vezzano (chitarre), Phil Mer (batteria) e Gabriele Cannarozzo (basso).

"Sono davvero molto felice di chiudere questo meraviglioso tour nella mia terra, perché è proprio la Sardegna la terra che in realtà giudico essere la terra delle mie origini. Lì infatti c'è ancora tutta la famiglia Renga. Da sempre per me rappresenta le mie radici. La sua cultura, la sua storia, la cultura enogastronomica, tutti i suoi profumi, gli orizzonti, la terra: tutto della Sardegna mi riporta all'infanzia perché da sempre, essendo mio padre sardo, ho vissuto l'Isola in questo modo, soprattutto durante il periodo delle vacanze. Il popolo sardo quindi è un popolo che amo e sento particolarmente vicino".

Cosa bisogna aspettarsi? "Porterò in scena un vero e proprio spettacolo: dalla scenografia, pensata in maniera coerente con il progetto discografico e figlia di questo progetto, alla scaletta e ai vari momenti che si susseguiranno nel corso del concerto. È uno spettacolo pensato per i teatri, che non frequentavo da tanto tempo. Avevo voglia di tornare ad una dimensione più intima e più bella, per ritrovare il contatto non solo visivo ma anche fisico con la gente. Era un desiderio non solo del mio pubblico, ma anche mio. Abbiamo un rapporto molto intimo. Volevo abbracciarli e ritrovarli tutti. Avevo voglia di tornare a guardarli negli occhi. Poi dopo l'esperienza bellissima del tour a tre insieme a Max Pezzali e Nek - indimenticabile il concerto di Cagliari firmata anch'esso Friends & Partner wt Insula Events - avevo l'esigenza di riprendere il viaggio tra me e il mio pubblico, e di farlo nella maniera più intima possibile".

Il nuovo disco di cosa parla? "Parla anche d'amore, della vita, di ciò che avevo bisogno di raccontare. Parte da un'urgenza quasi fisica che è quella di un racconto. Ero alla ricerca di un linguaggio nuovo (che credo di aver trovato) e avevo voglia di mettermi in gioco e giocare con un linguaggio più ancorato a questo mondo, che cambia repentinamente di giorno in giorno. Un disco che parte dalla consapevolezza di aver trovato un linguaggio moderno, nuovo ma che mi rispetta in toto. Mi piace definirlo una sorta di spartiacque, perché credo che ci siano proprio un prima e un dopo rispetto a questo disco".

E sul rapporto coi fan "è molto privato, intimo. Adesso attraverso i social, anche se sembra un ossimoro, lo è ancora di più. Riesco a condividere con loro quello che faccio durante le giornate, il mio stile di vita. E questo intendo quando parlo di rapporto privato e diretto con tutto il mio pubblico. Loro mi conoscono".

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