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"Cucinare al fresco", nel progetto anche un marrubiese

Roberto Cabras, Assistente Capo della polizia penitenziaria, tra i promotori della rivista dedicata al food
la delegazione con arianna augustoni cabras terzo da destra (foto concessa)
La delegazione con Arianna Augustoni, Cabras terzo da destra (foto concessa)

Continua il successo del progetto "Cucinare al fresco" che vede, tra i collaboratori dell'iniziativa, l'agente marrubiese Roberto Simone Cabras, Assistente Capo della polizia penitenziaria in servizio a Bollate, in provincia di Milano.

Insieme a una delegazione di colleghi del carcere del Bassone di Como, è stato invitato a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, dal presidente Alessandro Fermi per il supporto dato alla realizzazione della rivista "Cucinare al fresco", realizzata grazie a diversi gruppi di detenuti.

Autori dell'iniziativa quattro gruppi di reclusi che si sono messi in gioco per realizzare una pubblicazione dedicata al food. Una sperimentazione avviata tre anni fa all'interno del carcere del Bassone di Como, entrata poi nelle carceri di Bollate, Varese e Opera e che quest'anno ha coinvolto tutti gli istituti penitenziari italiani.

A inizio anno è stato firmato tra il Provveditorato Regionale della Lombardia, il Direttore del Carcere di Como e l'ideatrice del progetto Arianna Augustoni un protocollo per sviluppare l'iniziativa nel maggior numero di istituti del nostro Paese. Nonostante l'emergenza legata al Covid-19 che in questi mesi ha coinvolto anche le carceri condizionandone fortemente l'attività, il progetto è andato avanti, tanto che a fine mese uscirà un nuovo numero della rivista e un altro è atteso per Natale.

Il traguardo è stato raggiunto con il contributo fondamentale di alcuni agenti penitenziari: oltre a Roberto Simone Cabras del carcere milanese di Bollate anche i poliziotti Giuseppe Aliberti, Rosario Grimaudo, Pietro Saviano, Domenico Egido, Fedele Annicchiarico, Massimiliano Uri e Antino Cepparano del Bassone di Como.

"Cucinare al fresco - ha sottolineato Fermi - è un incoraggiamento a non perdere mai le speranze, un invito a guardare oltre e a pensare di poter contribuire, con piccoli gesti, ad azioni che invogliano sempre e continuamente a fare qualcosa di buono: proprio come quando in cucina mettiamo mano ai fornelli, dando spazio alla creatività e all'immaginazione e confidando che altri possano così apprezzare quanto abbiamo saputo realizzare. Ma se per un buon piatto serve trovare il giusto amalgama tra i suoi ingredienti, così per la buona riuscita di ogni iniziativa occorre la massima collaborazione tra tutti i soggetti parte in causa: ecco perché il ruolo e l'aiuto di questi agenti si è rivelato importante per la buona riuscita del progetto, avendo loro garantito in questi mesi le condizioni per la sua prosecuzione e realizzazione".

(Unioneonline/D)

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