I SARDI NEL MONDO - NOTIZIE

LA FAVOLA

Da Iglesias alla Scala in punta di piedi: sarà un'etoile?

È ancora presto, ma i segni di un talento fuori dall'ordinario ci sono già
clarissa carbini (archivio l unione sarda cucca)
Clarissa Carbini (archivio L'Unione Sarda - Cucca)

Da Iglesias a Milano, in punta di piedi. Destinazione: Accademia teatro alla Scala, tempio indiscusso della cultura e della formazione degli artisti. È come una favola, quella che vede protagonista Clarissa Carbini, 10 anni e le idee già molto chiare su quel che vorrebbe fare da grande: «La ballerina di danza classica».

In partenza

È ancora presto per dire che sarà una grande etoile, ma i segni di un talento fuori dall'ordinario ci sono già: non è un caso che abbia non solo superato le selezioni (severissime) per l'ammissione alla prestigiosa scuola, ma si sia addirittura piazzata al primo posto della graduatoria. Le sue valigie sono già pronte e lunedì prossimo partirà per il capoluogo lombardo dove la aspetta un duro percorso formativo di otto anni in una scuola che, giusto per ricordarlo, ha formato ballerini del calibro di Roberto Bolle, Sara Renda, Sabrina Brazzo e, più indietro nel tempo, Carla Fracci, Oriella Dorella, Gilda Gelati.

Figlia secondogenita di Eva Diana e Alessandro Carbini, genitori di altri tre figli, Clarissa ha mostrato da subito l'interesse per le punte e il tutù. «Volevamo che facesse attività fisica fin da bambina e, dopo alcune prove, lei stessa ha mostrato di preferire la danza classica - racconta Eva, con il pudore di chi non ama sentirsi al centro dell'attenzione - l'abbiamo iscritta alla scuola della maestra Giuliana Corrias quando aveva 3 anni e mezzo. Certo che siamo contenti di questo risultato, soprattutto perché lo è nostra figlia, ma vorremmo che si evidenziassero i meriti dell'insegnante e della scuola».

L'insegnante

Proprio l'occhio allenato di Giuliana, insegnante di danza classica e moderna che si divide tra Cagliari, sua città, e la palestra "Free body" di Iglesias, ha colto il talento della bambina. «Ho visto in lei doti che vanno al di là dell'ordinario e ho capito che si trattava di qualcosa non solo da coltivare, ma da valorizzare e far crescere - racconta l'insegnante con la passione per la danza fin da bambina - per questo ne ho parlato con i genitori e, insieme, abbiamo concordato anche lezioni private». Il temperamento della piccola ballerina di Iglesias mescola quei requisiti fondamentali per chiunque voglia realizzare un sogno: «È tenace e caparbia, ha una passione indiscussa per la danza e, al tempo stesso, non si fa mancare l'umiltà che è propria di chi ha voglia di continuare ad apprendere e sa che ci sarà sempre da imparare». Doti non scontate, capaci di fare la differenza in ogni campo e, soprattutto, in uno come la danza dove la disciplina e lo spirito di sacrificio sono fondamentali. «Sono emozionata e felice - dice Giuliana - il traguardo raggiunto da Clarissa è doppiamente motivo d'orgoglio perché arriva da una piccola scuola di una cittadina di provincia, dove le problematiche sono tante». Un aspetto che tiene a evidenziare anche Claudia Sanna, assessore alla Cultura. «L'esperienza felice di Clarissa è un messaggio di speranza per tutti perché dimostra che con la dedizione e l'impegno si possono realizzare i sogni. Anche in un contesto, come il nostro, dove le difficoltà non mancano».

Cinzia Simbula

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