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"Altura, rocce insanguinate", la pellicola che rivive grazie al Gremio dei Sardi

L'iniziativa in occasione di "Sa die de sa Sardigna"
un momento dell iniziativa (foto gremio dei sardi )
Un momento dell'iniziativa (foto "Gremio dei sardi")

Il Gremio dei Sardi di Roma torna a una delle sue attività storiche, ossia il legame con il cinema, in occasione di "Sa die de sa Sardigna".

Nella sala Italia dell'UnAr è stato proiettato "Altura, rocce insanguinate", il primo film sardo del Dopoguerra per la regia di Mario Sequi con musiche di Ennio Porrino (entrambi sono stati fondatori del Gremio), con Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti e Roldano Lupi.

Le scene sono state realizzate in Gallura nel 1949 e la pellicola è stata recuperata dall'associazione "grazie a Franca Farina e al Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale", spiega il presidente Antonio Maria Masia.

"Il dramma rappresentato - aggiunge Francesco Canepa - è quello degli allevatori della zona taglieggiati da su merj e dai suoi uomini, che paga il latte a prezzo vile e poi lo vende per conto suo arricchendosi di denaro e di prepotenza verso le persone lì abitanti".

Tra le scene memorabili, da citare quella del "fidanzamento", "con tutto il paese - prosegue Canepa - negli abiti tradizionali (doppiette comprese) e tutti i cavalli bardati a festa, disposti a quadrato per festeggiare i promessi sposi pappendj e buffendj insieme al vecchio del paese".

In sala erano presenti, tra gli altri, la figlia di Massimo Girotti, Arabella, il nipote di Mario Sequi, Marco, la figlia del maestro Porrino, Stefania, e la moglie.

(Unioneonline/s.s.)

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