POLITICA

lo scontro

Solinas ripristina i Cda in 11 enti regionali. M5S: "Una pioggia di stipendi dorati"

Tornano i Cda al posto degli amministratori unici. "Quaranta comode poltrone nuove di zecca", denuncia il Movimento
christian solinas in consiglio regionale (archivio l unione sarda)
Christian Solinas in consiglio regionale (archivio L'Unione Sarda)

È scontro politico sul provvedimento con cui la Giunta Solinas ripristina di fatto i consigli di amministrazione in luogo degli amministratori unici in 11 enti regionali.

"Un disegno di legge moltiplica poltrone", così lo definiscono i 5 Stelle. Obiettivo dichiarato del governatore è invece "distinguere le funzioni di direzione politica, con poteri di indirizzo e controllo, dalle funzioni di carattere gestionale proprie degli organi di direzione amministrativa".

"Si punta solo a istituire quaranta comode poltrone nuove di zecca, su undici delle quali si accomoderanno altrettanti presidenti che riceveranno un compenso pari a quello di un direttore generale della Regione (che variano, ma sono in gran parte superiori ai 100mila euro lordi annui, ndr), mentre i consiglieri percepiranno un'indennità pari al 50% dei presidenti".

Insomma, per dirla con le parole del gruppo di opposizione di Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa e Alessandro Solinas, "un enorme esborso di soldi pubblici e una nuova pioggia di stipendi d'oro per pochi prescelti".

Ancora: "È inconcepibile e vergognoso che in un momento delicato come questo sul fronte dei trasporti e della sanità la Giunta pensi a fabbricare altre poltrone anziché cercare soluzioni".

Gli undici enti per cui Solinas ha ripristinato i Cda sono: Forestas, Arpas, Area, Arst, Agris, Argea, Laore, Aspal, Enas, Isre, Sardegna It.

LA REPLICA - Dopo gli attacchi pentastellati, compatta è arrivata la replica della maggioranza che difende il provvedimento.

"Purtroppo i colleghi scontano l'estraneità a qualunque tipo di responsabilità, non solo nella politica, poiché molti di loro devono le loro fortune al dileggio delle istituzioni, quindi è comprensibile che si affidino a questo metodo", afferma il consigliere di Sardegna20Venti Stefano Tunis. "Quelle che i colleghi M5S chiamano poltrone - aggiunge - sono alte responsabilità e duro impegno in gestioni molto complesse".

"I consiglieri grillini - gli fa eco il capogruppo leghista Dario Giagoni - si divertono a raccontare inesattezze nel disperato tentativo di raccattare almeno una parte dei consensi ormai persi. Se moltiplichiamo le poltrone lo facciamo per migliorare la condizione del popolo sardo".

Parla di "mistificazione" il forzista Angelo Cocciu. "Non ci sogneremmo mai di imitare gli ineguagliabili campioni della poltrona, che pur di restare al governo nazionale si alleano persino con gli acerrimi nemici".

(Unioneonline/L)

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