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Borghi confessa: "Sono no euro, quando eravamo al governo c'era un patto per non parlarne"

Durante il primo esecutivo guidato da Conte, spiega Borghi, "c'era un accordo di governo che noi avevamo firmato per non parlarne"
claudio borghi (archivio l unione sarda)
Claudio Borghi (archivio L'Unione Sarda)

La Lega vuole o non vuole uscire dall'euro? Difficile capirlo, visti i continui dietrofront del Carroccio sul tema. L'euroscetticismo leghista sembrava rientrato quando il Carroccio è andato al governo, ma ora il tema si ripropone.

E Claudio Borghi, durante la trasmissione "Agorà" su RaiTre, parlando di un'eventuale uscita dell'Italia dalla moneta unica, ha detto: "Io penso sia in ogni caso un argomento, che nessun argomento possa essere un tabù. Se una posizione politica è condivisa da un 25/30% di persone, perché dovrebbe essere vietato rappresentare queste istanze? Poi per fare qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza".

Poi ha candidamente ammesso che durante il primo esecutivo Conte "c'era un accordo di governo che noi avevamo firmato per non parlarne".

Apriti cielo: le parole di Borghi che, insieme all'altro euroscettico Bagnai, è uno degli ispiratori delle proposte economiche del Carroccio, riaccendono i sospetti sulle reali intenzioni della Lega. E provocano la levata di scudi di Pd e Italia Viva.

"L'onorevole Borghi ricorda candidamente il programma economico della Lega, uscire dall'euro. Se realizzato, il sogno leghista si tradurrebbe in un bagno di sangue per milioni di famiglie italiane, per i pensionati, le imprese, per la notra bolletta energetica con il crollo del potere d'acquisto", è la replica del Pd.

"Tutte le volte che ho dubbi su questo governo e sulla mia decisione di agosto arriva Borghi e mi ricorda cosa rischiavamo: far uscire l'Italia dall'euro. Irresponsabili", ha twittato Matteo Renzi.

Di "ricetta fallimentare" parla invece il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: "La Lega è nemica degli italiani, una forza politica irresponsabile e inadatta a governare il Paese. Tutta questa demagogia sul Mes non era altro che una variante dell'opposizione della Lega alla nostra permanenza nella moneta unica. Ma la maggioranza degli italiani sa bene che, se l'Italia rinunciasse all'euro, sarebbe un Paese più povero e fragile".

(Unioneonline/L)

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