POLITICA

Verso le comunali

Primarie del centrosinistra a Cagliari, intervista a Matteo Lecis Cocco Ortu

Nato Cagliari nel 1982, è stato eletto in Consiglio comunale nel 2011 e nel 2016
matteo lecis cocco ortu (foto l unione sarda)
Matteo Lecis Cocco Ortu (foto L'Unione Sarda)

Quello di Matteo Lecis Cocco Ortu è il primo nome che i cagliaritani troveranno sulla scheda, il 5 maggio, per le primarie del centrosinistra, seguito da quelli di Francesca Ghirra e Marzia Cilloccu.

Perché gli elettori dovrebbero votare lei?

"Per farmi continuare il lavoro fatto in questi otto anni e per rilanciare l'azione amministrativa a Cagliari. Occorre restituire ai cittadini protagonismo e fiducia nell'amministrazione. Penso soprattutto ai più giovani. In questi anni abbiamo lavorato, programmato, pianificato ma forse i cittadini non si sono sentiti abbastanza coinvolti".

Cosa ha lei che le altre candidate non hanno?

"In questi anni ho lavorato non solo nel palazzo ma in città, con i circoli, i laboratori di politica, le attività sul territorio: un'esperienza concreta che chi ha dovuto guidare assessorati e governare non ha potuto fare".

Definisca le avversarie.

"Francesca Ghirra è una gran lavoratrice. Marzia Cilloccu una sognatrice".

Mettiamo che lei non vinca. Chi vorrebbe come vincitrice?

"Chi ha la capacità di vincere le elezioni. Chiunque sarà, sarò al suo fianco in prima fila per la campagna elettorale che comincerà già dal 6 maggio".

Pronto a perdere?

"Pronto. E pronto a mettere a disposizione me e il mio programma, presentato subito, con idee e proposte concrete. Le primarie sono uno strumento per parlarne. Chi vincerà dovrà unire le varie proposte".

Dicono che ai tre candidati manchi la leadership di Zedda.

"Ognuno di noi ha una modalità di leadership differente. Io amo il lavoro di squadra, far sentire tutti parte di uno stesso progetto. Credo nella capacità di ascolto e di decidere insieme".

Nessuno ha avuto il consenso della coalizione. Perché?

"Per via dei tempi stretti imposti dalle dimissioni di Massimo: in queste condizioni è difficile fare sintesi senza un momento democratico come le primarie".

Sono stati commessi errori?

"Tutti ne commettiamo. L'importante è avere la capacità di affrontarli e risolverli. E si torna all'ascolto e alle decisioni collegiali".

Quale partito le ha chiesto di candidarsi?

"È stata una richiesta diffusa nei circoli del Pd".

Che però ha lasciato libertà di voto. Le conviene?

"Conviene che siano gli elettori a decidere quale progetto li convince di più".

Nessuno ha avuto il tempo di partecipare alle primarie a parte voi. È giusto?

"È importante vivere queste primarie come un momento di proposta, più che recriminare su quello che non è stato. Abbiamo due settimane per parlare di Cagliari e riavvicinare i cittadini alla partecipazione".

Il centrodestra ha già scelto. Sono più uniti?

"A giudicare da quanto vediamo in Regione non mi sembra tanto unito. Anzi, c'è parecchia confusione. Noi abbiamo individuato un percorso. E a livello nazionale c'è una ripresa del campo progressista".

Poniamo che il 5 maggio vinca lei. Batterà Truzzu?

"Sono assolutamente ottimista. A Cagliari c'è soddisfazione per il lavoro di questi anni. Partiamo da un buon sostegno di base. E avremo una squadra ampia, oltre il centrosinistra con cui ci siamo presentati alle Regionali".

Marco Noce

© Riproduzione riservata

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