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Salvini liquida Di Maio: "Cerca fascisti, marziani e venusiani. Pensi a lavorare"

Il leader M5S replica, e nella querelle tra i due si inserisce anche Zingaretti

Matteo Salvini liquida in malo modo Luigi Di Maio, che ieri si era detto preoccupato dalla deriva di estrema destra che sta prendendo la Lega, che in Europa è alleata con forze politiche che negano l'Olocausto.

"Io lavoro e rispondo con i fatti. Questa gente che cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani venusiani... I ministri sono pagati per lavorare, io per mantenere ordine e sicurezza. Anche in queste ore una nave ong che stava arrivando in Italia ha cambiato indirizzo e sta andando da un'altra parte: vuole dire che l'Italia difende i suoi confini", afferma il leader leghista.

Che non si ferma, e continua a infilare la lama nel burro: "Mi piacerebbe che tutti i ministri avessero la stessa concretezza sbloccando cantieri, facendo ripartire opere pubbliche. Se invece di polemizzare si lavorasse di più, se si sbloccassero i cantieri fermi, l'Italia sarebbe un Paese migliore".

Il ministro aggiunge poi di non essere molto interessato ai dibattiti storici: "Non torneranno né fascismo, né comunismo, né nazismo".

Non ci sta Luigi Di Maio che, pur ripetendo il solito mantra ("Quando si parla di fatti concreti con la Lega si lavora bene"), risponde per le rime: "Quando dico che è preoccupante che la Lega si allei con chi lascia il Parlamento quando si commemora la Shoah credo di stare dicendo una cosa giusta, che riguarda non solo me ma i nostri figli. La memoria è fondamentale per ricordare le tragedie storiche, e ci aiuta a insegnare ai nostri figli cosa essere o non essere".

E nei contrasti tra i vicepremier si infila il segretario Pd Nicola Zingaretti, che bacchetta Di Maio: "Mi ha colpito quel che ha detto ieri il vicepremier, secondo cui è grave che Salvini sia alleato con i partiti neonazisti. Io mi permetto di dire che è ancora più grave che Di Maio permetta a una persona del genere di fare il ministro dell'Interno".

Perché, continua il governatore del Lazio, "nonostante i teatrini, alla fine Salvini regge la poltrona a Di Maio e Di Maio regge la poltrona a Salvini".

(Unioneonline/L)

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