CRONACA - MONDO

egitto

In stato di fermo i vertici della ong di Zaki

L'appello dall'Italia: "Liberateli"
patrick zaki (archivio l unione sarda)
Patrick Zaki (Archivio L'Unione Sarda)

Sono trascorsi quasi cinque anni dall'uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano catturato, torturato e infine ammazzato in Egitto. E ora i pm romani sono pronti a mettere sul banco degli imputati gli 007 del Cairo, in mano ci sarebbero prove che vengono definite "univoche e concordanti".

Ieri il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha telefonato al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi: ufficialmente la conversazione è stata su questioni economico-militari, ma sembra che tra gli argomenti ci fosse anche proprio il caso Regeni.

E ci sono novità anche per quanto riguarda la vicenda di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'Università di Bologna che da oltre 10 mesi si trova in un carcere egiziano. In pochi giorni tre dirigenti di una nota ong impegnata per il rispetto dei diritti umani e civili sono stati arrestati con l'accusa di terrorismo. La Procura per la Sicurezza dello Stato ha disposto 15 giorni di custodia cautelare in carcere per Gasser Abdel Razek, direttore esecutivo dell'Iniziativa egiziana per i diritti personali (l'Eipr) prelevato giovedì nella sua abitazione alla periferia sud del Cairo dopo l'arresto di altri due colleghi: mercoledì il direttore per la giustizia criminale della stessa ong e, domenica, il direttore amministrativo Mohamed Basheer.

Avrebbero aderito a un "gruppo terrorista" non meglio precisato, forse la Fratellanza musulmana, "diffuso false informazioni" e organizzato un "attentato alla sicurezza dello Stato".

Dopo il fermo di Razek, l'ambasciatore d'Italia al Cairo, Giampaolo Cantini, insieme a numerosi capi missioni di altri Paesi non solo europei, ha inviato una lettera al ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry per chiedere il rilascio dei dirigenti della ong.

Sul caso, Riccardo Noury, il portavoce di Amnesty International Italia, ha commentato dicendo che gli arresti per "presunto terrorismo" sia una "pessima notizia" anche per Zaky, in quanto emergono "accuse fotocopia che stanno raggiungendo tutti i dissidenti in Egitto".

Oggi, davanti a una Corte d'assise del Cairo, si svolge la preannunciata udienza in cui verrà deciso se prolungare ulteriormente o meno di altri 45 giorni la custodia cautelare in carcere per Zaki.

(Unioneonline/s.s.)

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