CRONACA - MONDO

Usa

Caso Floyd, Trump trasferito in un bunker. Altri tre morti nelle proteste

Scontri violenti anche a Washington per il caso del giovane afroamericano morto durante un fermo di polizia

Sono una cinquantina gli agenti del "Secret Service" rimasti feriti nel corso degli scontri vicino alla Casa Bianca, a Washington, durante le manifestazioni per George Floyd, l'afroamericano morto sotto la custodia della polizia.

Scontri violenti al punto da spingere gli agenti dei servizi segreti a trasferire Donald Trump nel bunker sotterraneo della Casa Bianca insieme alla moglie Melania e al figlio.

Diversi monumenti della città sono stati sfregiati, e scritte di protesta sono comparse anche al National Mall.

ALTRI TRE MORTI NELLE PROTESTE - Due persone sono state uccise e un agente è rimasto ferito in una sparatoria a Davenport, Iowa: il capo della polizia locale, Paul Sikorski, ha riferito in una conferenza stampa che tre agenti hanno subito un agguato mentre erano in pattugliamento e che vari colpi d'arma da fuoco hanno raggiunto la loro auto e uno di loro, che tuttavia non è in pericolo di vita, è rimasto ferito. La polizia ha poi arrestato diverse persone che fuggivano dalla scena a bordo di un'auto.

Un terzo uomo è stato ucciso a Louisville durante una manifestazione. Secondo le prime informazioni, sarebbe morto dopo che la polizia e la Guardia Nazionale del Kentucky hanno "risposto al fuoco" per disperdere la folla. Il capo della polizia di Louisville, Steve Conrad, non ha chiarito chi abbia sparato il colpo fatale.

L'INDIGNAZIONE NEL PAESE - Sono molte, nel frattempo, le voci che si sono levate indignate sul tema nel Paese, e fra le altre quella dell'ex star Nba Michael Jordan: ''Mi sento molto rattristato, ma anche decisamente arrabbiato. Vedo e provo il dolore, l'indignazione e la frustrazione di tutti. Sono dalla parte di coloro che stanno protestando contro il razzismo insensato che c'è nel nostro Paese nei confronti della gente di colore. Ma ora ne abbiamo abbastanza. Io non ho le risposte, ma le nostre voci unite hanno una forza che nessuno può dividere".

"Dobbiamo ascoltarci l'un l'altro, mostrare compassione ed empatia e mai voltare le spalle alla brutalità insensata - spiega sui social l'ex campione di basket 57enne -. Abbiamo bisogno di dare messaggi di pace contro le ingiustizie. Le nostre voci, tutte insieme, devono mettere pressione ai nostri leader affinché cambino le leggi oppure dobbiamo usare il nostro voto per creare il cambiamento".

OLTRE 4MILA ARRESTI - Ad oggi, secondo la Cnn, sono circa 4.000 le persone arrestate nelle proteste contro la morte di George Floyd.

ATTIVATA LA GUARDIA NAZIONALE - Oltre la metà dei 50 Stati americani ha attivato la Guardia nazionale in risposta alle proteste. Si tratta di 26 Stati, nel dettaglio Arizona, Arkansas, California, Florida, Illinois, Michigan, Nebraska, Nevada, Oklahoma, Oregon, Virginia, Colorado, Georgia, Indiana, Kentucky, Minnesota, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Washington, Wisconsin.

(Unioneonline/v.l.)

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