CRONACA - ITALIA

l'emergenza in italia

Un decreto per l'emergenza
Verona-Cagliari non si gioca

Dal focolaio (dieci comuni nel Lodigano e Vo' Euganeo nel Padovano) non si entra e non si esce, pena multa e arresto fino a tre mesi. Anche il calcio si ferma, stop a tutte le gite scolastiche in Italia e all'estero
una riunione alla protezione civile (epa attili)
Una riunione alla Protezione civile (Epa - Attili)

"Scusate la tarda ora, ma abbiamo finito adesso".

Esordisce così il premier Giuseppe Conte al termine di una riunione fiume nella sede della Protezione Civile, nella quale è stato approvato un decreto con misure molto più stringenti di quelle finora adottate per contenere il diffondersi del coronavirus dopo l'esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto e il primo caso registrato in Piemonte. Il totale dei contagi sale ora, 89 i casi solo in Lombardia (oltre cento in totale in Italia), e anche l'Isola si prepara ad affrontare una eventuale emergenza.

"Abbiamo adottato un decreto per tutelare la salute degli italiani, che è quella che ci sta più a cuore e che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto - dice Conte -. Gli italiani devono avere fiducia della politica e delle istituzioni scientifiche, che stanno facendo tutto il possibile".

LE MISURE - Ecco cosa prevedono le nuove misure: divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree "focolaio" del virus con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Stop alle gite scolastiche in Italia e all'estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche - a partire da tutte quelle previste per oggi in Lombardia e Veneto, inclusa Verona-Cagliari - quarantena con "sorveglianza attiva" per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus. Chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone.

L'area del focolaio comprende dieci comuni del Lodigiano, dove vivono oltre 50mila persone, e Vo' Euganeo, in provincia di Padova. Qui "l'accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l'acquisto di beni di prima necessità - dice il decreto - è condizionato all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale".

PUGNO DURO - Saranno le forze di polizia a garantire "l'esecuzione delle misure" e, "ove occorra", si potrà ricorrere anche all'utilizzo dei militari. "Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale", che prevede una multa e l'arresto fino a 3 mesi.

"Dobbiamo essere flessibili anche perché non è detto che le misure prese oggi siano utili domani" ha ammesso il premier. Non ci sarà, invece, la sospensione di Schengen, come aveva chiesto Matteo Salvini quando il governo ha informato l'opposizione delle misure che sarebbero state prese. "Adotteremo sempre misure nel segno dell'adeguatezza e della proporzionalità. Ora non ci sono i presupposti per chiedere la sospensione della libera circolazione delle persone. È una misura draconiana e sproporzionata rispetto alla necessità di contenere contagio. E poi cosa vogliamo fare dell'Italia, un lazzaretto? Non ci sono le condizioni", ha detto chiaramente Conte rivendicando come il governo intero si assume "la piena responsabilità politica" delle scelte fatte.

IL MIUR - A seguito della decisione presa dal consiglio dei ministri, il Miur ha annunciato che "i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020. Si ringraziano le scuole e i dirigenti scolastici per la collaborazione".

Le gite, come precisato nel decreto approvato ieri sera, sono sospese sia in Italia che all'estero.

I NUMERI - Intanto il bilancio mondiale del coronavirus sale a 2.461 vittime, secondo la mappa online della statunitense Johns Hopkins University. Stando ai dati pubblicati, i casi confermati di contagio sono 78.766. Sono, invece, 23.133 le persone guarite ad oggi.

(Unioneonline/D)

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