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proteste

Domusnovas, contestati i lavori per la creazione del "Giardino possibilie"

La presentazione del progetto è avvenuta una settimana fa
l area da 9mila metri quadri recise piante non autoctone come pini e mimose (foto simone farris)
L'area da 9mila metri quadri recise piante non autoctone come pini e mimose (foto Simone Farris)

A Musei e Villamassargia, dopo il recupero e la valorizzazione, sono già divenuti teatro di tante apprezzate attività che hanno riportato vita laddove regnavano incuria e spesso anche degrado. Non così a Domusnovas dove i lavori per realizzare il terzo dei "Giardini Possibili" (nella zona 167 del paese) e proseguire nell'omonimo progetto biennale (500 mila euro il finanziamento) di recupero di aree degradate da restituire alla comunità, ha incontrato l'ostilità di alcuni residenti: contestano il taglio di una ventina di piante (mimose, pini, yucca, agave aliene dal contesto e dannose per le specie autoctone) dal grande spiazzo di circa 9 mila metri quadri dove, secondo il progetto, verranno in tutto messe a dimora 7 mila nuove piantine endemiche nella zona come leccio, lentisco, corbezzolo e piante officinali.

"È mancata titalmente la comunicazione: noi residenti non sapevamo nulla e dall'oggi al domani ci accorgiamo di tante piante tagliate che prima facevano ombra" contesta Samuela Caredda, 43 anni, residente in via Lisbona. "Hanno tagliato di botto una mimosa di 15 anni di età che mio figlio e gli amici hanno sempre annaffiato - attacca un altro residente preferendo l'anonimato cosi come una trentaduenne che spinge una carrozzina -. Mi auguro che il progetto sia serio e che prosegua: questo è uno spiazzo vissuto per tante attività soprattutto d'estate, e per ora vediamo solo alberi tagliati e spazi vuoti".

L'affollata presentazione del progetto una settimana fa (foto Simone Farris)
L'affollata presentazione del progetto una settimana fa (foto Simone Farris)

La presentazione del grande progetto (Casa Emmaus coordina una ventina di enti e associazioni tra le quali figurano Forestas, Progetto Barega, Orto Botanico dell'università di Cagliari, il collettivo artistico Cherimus e altri) è avvenuta appena una settimana fa. Nell'occasione i vari professionisti coinvolti hanno spiegato con dovizia di particolari tutti gli ambiti del progetto senza tralasciare la necessità di estirpare le piante che per le loro caratteristiche risultano avulse dal contesto e dannose per il micro-sitema che si intende creare. Nessuna contestazione in quell'occasione ma le proteste sono fioccate a partire dal 20 gennaio con l'inizio dei lavori di scavo. Non è mancato neanche dopo il confronto tra residenti dubbiosi e alcuni dei professionisti del progetto che si dicono comunque sempre intenzionati a spiegare anche nell'ambito di un'assemblea pubblica. Alcuni residenti si sono convinti dopo le informazioni ricevute altri sono rimasti su posizioni ostili.

Le operazioni di taglio contestate (foto Simone Farris)
Le operazioni di taglio contestate (foto Simone Farris)

"Ringraziamo per le sollecitazioni e lavoreremo ancora meglio per regalare ai bambini una nuova area ricca di piante autoctone da condividere insieme" commenta visibilimente amareggiata Maria Giovanna Dessì, coordinatrice del progetto per Casa Emmaus. Il sindaco Massimo Ventura (il Comune ha autorizzato i tagli nella zona in questione) difende l'iniziativa: "È un progetto utilissimo che difendiamo a spada tratta. Spesso e volentieri si contesta perché non si conosce e anzichè chiedere spiegazioni si finisce per protestare, spesso a sproposito. Bastava recarsi in Comune per avere ogni delucidazione in merito. I lavori poi, sono appena partiti: aspettiamo la conclusione del progetto prima di trarre conclusioni".

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