CRONACA SARDEGNA - SULCIS IGLESIENTE

in Comune

"Chi lo dice che siamo diversi?": a Villamassargia il progetto sugli stereotipi di genere

All'iniziativa hanno partecipato gli studenti di tutte le scuole del paese
uno dei lavori realizzati (foto simone farris)
Uno dei lavori realizzati (foto Simone Farris)

Verrà presentato domani "Chi lo dice che siamo diversi?", il primo progetto comunale sugli stereotipi e sulla prevenzione della violenza di genere sul quale hanno lavorato per un intero anno scolastico gli studenti di ogni grado delle scuole di Villamassargia, coadiuvati dai docenti e da un'equipe di psicologi ed educatori esterni.

L'appuntamento è dalle 14.30 alle 18.30 in piazza Silvio Porru, dove verranno esposti 12 grandi cartelloni che riportano i disegni realizzati dagli allievi sulle diverse professioni lavorative e le loro declinazioni al femminile e al maschile, che evidenziano l'importanza del linguaggio legato alle tematiche di genere.

Sarà inoltre illustrato il lavoro svolto nelle aule e distribuite diverse centinaia di copie di un opuscolo che contiene tutta l'attività di riflessione ed approfondimento svolta durante l'anno scolastico con anche la relazione finale dell'assessore alle Pari Opportunità Marco Mandis e le conclusioni degli esperti esterni.

"Quello svolto nell'anno scolastico con giochi di ruolo e lezioni e approcci volutamente frontali nei confronti degli studenti - spiega l'assessore Mandis - è stato un grande lavoro di analisi sulle tematiche di genere e il linguaggio a essere correlato che ha permesso di affrontare la questione da vari punti di vista, tra i quali l'ottica dei mass media".

Il progetto è stato possibile grazie a un bando da 20mila euro del Dipartimento della Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

"La piaga del femminicidio - aggiunge l'assessore alla Pari Opportunità ,- le violenze di matrice omofoba e quelle legate al bullismo costituiscono un problema di natura soprattutto culturale ed è a questo livello, soprattutto nel contesto scolastico, che è necessario agire per combatterlo, insegnando che nascere maschi o femmine non deve essere motivo di discriminazione nel lavoro e e nella vita, nè pregiudicare le pari opportunità. Le differenze, qualunque esse siano, devono essere sempre valorizzate e mai sminuite".

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