CRONACA SARDEGNA - SASSARI E PROVINCIA

l'inchiesta

Contagi in ospedale e morti sospette,
le indagini della Procura di Sassari

Conclusa la prima fase dell'inchiesta dai carabinieri del Nas, un pesante faldone sul tavolo del sostitto procuratore di Sassari
immagine di repertorio (archivio l unione sarda)
Immagine di repertorio (archivio L'Unione Sarda)

I carabinieri del Nas guidati dal comandante Gavino Soggia hanno concluso la prima parte delle indagini sui contagi e sulle morti da coronavirus nel territoriod nel Nord Sardegna.

Un voluminoso faldone è sulla scrivania del sostituto procuratore di Sassari Paolo Piras: documenti, relazioni e altre attività di verifica svolte dai carabinieri negli ospedali e nelle case di cura per anziani, dove sono state registrate numerose vittime, che andranno vagliati con cura dal procuratore Gianni Caria e dal sostituto Piras.

Sono diversi i fascicoli che viaggiano parallelamente. Un'inchiesta generale su come si sono sviluppati i contagi al Santissima Annunziata e diversi procedimenti su singoli avvenimenti.

IL CASO DI ROBERTO PAIS - Uno in particolare riguarda la scomparsa di Roberto Pais, ambulante 41enne di Ossi morto il 22 marzo nel reparto Rianimazione dell'Aou di Sassari. L'uomo era arrivato in ospedale il 17 marzo, dopo che - secondo la denuncia dei suoi parenti - per quattro giorni la famiglia aveva cercato disperatamente aiuto chiedendo l'intervento dell'ambulanza. L'uomo, si legge nell'esposto, ha iniziato a star male il 7 marzo. Una lieve febbre, il 13 le sue condizioni si sono aggravate e la febbre è salita in maniera preoccupante. "In quattro giorni hanno fatto mille telefonate per chiedere soccorso, tutte finite nel vuoto", spiega Alessandra Delrio, la legale che segue i familiari della vittima. La sera del 17 marzo i parenti dell'ambulante, disperati, si sono rivolti ai carabineri, e solo allora è arrivata un'ambulanza che ha trasportato Pais al pronto soccorso del Santissima Annunziata.

"Ci sono molti aspetti da chiarire in questa tragedia e ci aspettiamo che sia fatta chiarezza al più presto. Secondo la denuncia della famiglia l'uomo sarebbe rimasto 21 ore su una barella prima di finire in Rianimazione, senza che nessuno avvisasse la moglie", continua l'avvocato.

LA SECONDA ONDATA - L'inchiesta della Procura sassarese non riguarda i fatti relativi alla seconda ondata, il boom di contagi nel mese di agosto. Sui contagi a catena dei lavoratori indaga la Procura di Tempio.

(Unioneonline/L)

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