CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

La lettera

Muravera, i sindaci scrivono alla Regione: "Certezze sul futuro dell'ospedale"

"Ci chiediamo se questa sia una soluzione momentanea per l'emergenza in atto, o se sia la semplice attuazione della riforma ospedaliera da noi contestata"
l ospedale di muravera (archivio l unione sarda)
L'ospedale di Muravera (archivio L'Unione Sarda)

I sindaci dell'Unione dei Comuni del Sarrabus prendono carta e penna e scrivono alla Regione.

Il motivo? "Richiesta chiarimenti sulla nota Direzione Sanitaria dell'11 marzo scorso in materia di attività chirurgiche nei Presidi minori, riqualificazione dei servizi di Primo Soccorso e centralizzazione delle organizzazioni di Anestesia e Rianimazione".

Nella nota, indirizzata al presidente della regione Solinas, dell'assessore alla sanità Nieddu al Commissario dell'ASTS Sardegna Giorgio Steri, al direttore sanitario dell'ospedale di Muravera Sergio Marracini e al direttore della Protezione civile Sardegna Pasquale Belloi, si legge che "l'ospedale San Marcellino di Muravera a seguito della famigerata riforma ospedaliera è stato declassato da 'ospedale di base' a 'stabilimento di zona disagiata'".

"Negli anni - prosegue la nota - abbiamo chiesto di poter mantenere il servizio di Pronto Soccorso e quello di Chirurgia programmata e di urgenza in considerazione di molteplici fattori che spaziano dal notevole aumento degli accessi ospedalieri nei mesi estivi legato all'importante flusso turistico che interessa il nostro territorio, all'oggettiva impossibilità di raggiungere il Pronto Soccorso di Cagliari in tempi utili per via dell' inadeguatezza della rete viaria del Sarrabus e del Gerre"i.

"È degli ultimi giorni - si legge poi - la nota della Direzione Sanitaria contenente la sospensione con decorrenza immediata della turnazione degli anestesisti negli ospedali minori, affinché i professionisti in questione possano essere impiegati 'nelle attività correlate alle nuove e maggiori esigenze imposte dall'epidemia Covid-19'".

I sindaci di Muravera Marco Falchi, di Castiadas Eugenio Murgioni, di Villaputzu Sandro Porcu, di San Vito Marco Siddi che è anche il presidente dell'Unione dei Comuni del Sarrabus e di Villasimius Luca Dessì, dicono allora che " la preoccupazione del Sarrabus è forte. Il Pronto Soccorso diventa un Punto di Primo Intervento, ossia un servizio 'di natura mista ospedaliero-territoriale' che potrà assicurare il trattamento delle non urgenze e delle urgenze minori (cosiddetti codici bianchi e verdi). Il trattamento delle emergenze e delle urgenze (differibili ed indifferibili) dovrà sempre e senza eccezione essere indirizzato e condotto dal sistema territoriale afferente l'Areus, ai presidi di Cagliari, Carbonia, San Gavino Monreale, Oristano, Lanusei, Nuoro, Alghero, Olbia, Tempio Pausania, Ozieri e Iglesias secondo criteri di appropriatezza e non di prossimità territoriale".

I cinque sindaci aggiungono pure che "nel presidio del San Marcellino l'attività chirurgica sarà esclusivamente elettiva con setting di day e week surgery.Ci chiediamo con molta preoccupazione se questa sia una soluzione momentanea stabilita solo al fine di contrastare l'emergenza epidemiologica in corso, o se sia la semplice attuazione della riforma ospedaliera da noi così tanto contestata! Nel caso questa nota rappresentasse esclusivamente una soluzione temporanea necessaria a contrastare il Covid-19, è intenzione delle amministrazioni locali proporre alla Giunta regionale e all'Ats di riconvertire il nostro ospedale in presidio di base, di modo da poter ospitare i pazienti che trovano difficoltà ad essere assistiti nei reparti cittadini, nei quali il personale sanitario è coraggiosamente occupato a fronteggiare l'emergenza da Covid-19. Il nostro ospedale ha ampi reparti recentemente ristrutturati ed è strutturato per poter ospitare i pazienti di ortopedia, chirurgia, medicina, oncologia, e malati di lunga degenza.

Nel caso invece che questa nota sia la chiara attuazione della riforma ospedaliera, come amministratori abbiamo il dovere di difendere il diritto all'assistenza sanitaria dei nostri concittadini con i mezzi legali che riterremo più opportuni".

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