CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

l'operazione

Armi, munizioni e droga: padre e due figli arrestati a Siurgus Donigala

Scene inconsuete nell'abitazione della famiglia
il materiale sequestrato (foto carabinieri)
Il materiale sequestrato (foto carabinieri)

Un uomo e i suoi due figli sono stati arrestati ieri sera a Siurgus Donigala per detenzione illegale di armi e munizionamento.

L'operazione è stata condotta dai carabinieri di Dolianova, che hanno agito insieme ai militari dello Squadrone eliportato cacciatori Sardegna e a una unità cinofila.

Le perquisizioni erano dirette, nell'ambito dei servizi di controllo del territorio, alla ricerca di armi, munizioni e materiale esplodente detenuto illegalmente.

L'abitazione dei tre arrestati - M.R.A., 62 anni, e i figli M.F.A. e M.G.A., nati rispettivamente nel 1999 e 1995 - è stata individuata come probabile punto di interesse. Quando i militari hanno bussato alla porta in cui vive la famiglia, il padre, intuita la presenza dei carabinieri, ha tentato di depistarli consegnando spontaneamente una pistola scacciacani di libera vendita e ha poi sfidato le forze dell'ordine a trovare materiale illegale.

Nel corso del controllo sono state rinvenute alcune cartucce calibro 7,65.

La stranezza si è verificata successivamente quando uno dei figli, la cui presenza non era stata notata fino a quel momento, ha tentato di allontanarsi con una valigetta e un fucile, mentre gli altri distraevano i carabinieri. Il padre, in particolare, li minacciava con una roncola lunga un metro.

Il giovane in fuga è stato inseguito: con sé aveva un fucile calibro 12 con matricola abrasa e nella valigetta c'erano cinque pistola e qualche cartuccia. In più aveva abbandonato per strada due passamontagna.

Rientrato nell'abitazione, ha tentato di rendersi irriconoscibile tagliandosi la barba.

Sempre nel corso della perquisizione sono stati sequestrati 40 grammi di marijuana divisi in dosi, tre bilancini di precisione e materiale per mettere sottovuoto e confezionare lo stupefacente.

I tanti elementi raccolti hanno fatto scattare gli arresti e i tre sono stati portati al carcere di Uta.

(Unioneonline/s.s.)

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