CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

corte dei conti

L'ex sindaco di Simaxis multato per aver violato il silenzio elettorale

Nel mirino dei giudici c'è un opuscolo stampato in mille copie
francesco cossu (archivio l unione sarda chergia)
Francesco Cossu (Archivio L'Unione Sarda - Chergia)

L'ex sindaco di Simaxis, Francesco Cossu, è stato condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di una multa di 2mila 440 euro perché avrebbe violato il silenzio elettorale.

Con l'opuscolo informativo "Simaxis, 5 anni insieme relazione di fine mandato 2010-2015" non avrebbe rispettato le norme di una "comunicazione impersonale" in campagna elettorale.

La vicenda nasce dopo le elezioni comunali del 2015 vinte dall'attuale sindaco Giacomo Obinu. È proprio la nuova amministrazione che, a pochi mesi dal voto, si ritrova la fattura dello studio grafico M&C, che era stato incaricato di stampare mille copie dell'opuscolo. Materiale che viene considerato "elettorale" per una parte politica ma realizzato a spese pubbliche.

Ed ecco la segnalazione alla Corte dei conti e l'inizio di una lunga vicenda finita qualche settimana fa con la pubblicazione della sentenza di condanna. Secondo i giudici, Cossu non ha tenuto conto del periodo di silenzio elettorale previsto dalla legge: le elezioni erano fissate il 31 maggio, l'incarico allo studio grafico era stato affidato il 22 maggio.

"L'opuscolo realizzato da Cossu conteneva un'introduzione, firmata dall'ex sindaco, sui risultati ottenuti dalla sua amministrazione" sostengono i giudici che parlano di "un'operazione di propaganda elettorale indebitamente sostenuta con fondi pubblici, a vantaggio personale del sindaco uscente".

Francesco Cossu non ci sta e replica: "L'opuscolo risponde esattamente a quanto previsto nello statuto comunale e si tratta solo di una relazione di fine mandato in cui sono sono state riassunte le attività svolte durante la consiliatura". L'obiettivo, come l'ex sindaco ha sempre sostenuto, era solo quello di informare la comunità. Nessuna propaganda elettorale con quella pubblicazione.

Valeria Pinna

© Riproduzione riservata

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