CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

intimidazione

Ula Tirso, Consiglio comunale dopo i proiettili al sindaco

Grande solidarietà anche da parte dei ragazzi del paese
un momento del consiglio comunale (foto l unione sarda orbana)
Un momento del Consiglio comunale (foto L'Unione Sarda - Orbana)

Solidarietà in aula a Ula Tirso dopo il grave atto intimidatorio all'indirizzo del sindaco Ovidio Loi. Sabato pomeriggio nella sua abitazione di Ula Tirso, sui gradini di casa, ha trovato un involucro con tre proiettili e in questi mesi altri messaggi intimidatori sono arrivati ad altri componenti dell'esecutivo.

Il Consiglio comunale era già convocato prima della vicenda che ha sconvolto la serenità del piccolo paese. Stasera in apertura dell'assemblea civica si è parlato dell'accaduto, ma delle intimidazioni agli amministratori si parlerà più approfonditamente nel corso di un incontro che con tutta probabilità verrà convocato per il 19 ottobre. Intanto stasera in aula il primo cittadino ha incassato la vicinanza anche dei giovani del paese, ragazzi appena adolescenti, preoccupati per quanto accaduto.

"Il sindaco è stato vittima di un gesto vile, inqualificabile e ingiustificabile. Siamo sorpresi e anche spaventati - hanno detto i rappresentanti della mini consulta giovanile, costituitasi di recente -. Mai avremmo immaginato che il nostro piccolo paese dove ogni giorno e sera giriamo sentendoci al sicuro, giochiamo e facciamo aggregazione, potesse divenire teatro di gesti simili. Questa terribile azione, commessa da uno o pochi che siano, ha creato scompiglio e paura non solo ad Ovidio e alla sua famiglia ma a tutte le persone oneste che vivono in questo paese. Ha ulteriormente recato un danno d'immagine a tutta la comunità ulese".

I ragazzi hanno precisato: "Non è bello udire i duri commenti che purtroppo siamo costretti a sentire nei luoghi di frequentazione quotidiana, come la scuola. Il dover spiegare a quelli che ci chiedono, e non conoscono Ula, che non siamo tutti così matti o complici. È triste alla nostra età doverci vergognare di essere cittadini di un paese che si dimostra poco civile attraverso questi terribili gesti. La nostra speranza è che mai più si debba essere testimoni di cose del genere, che mai più alcun atto di violenza venga rivolto a nessuna persona o cosa del nostro bel paese e che il senso civico e il rispetto per gli altri prenda finalmente il sopravvento".

In chiusura un pensiero a Gabriele, il figlio piccolo del sindaco: "Gli diciamo che non è solo e siamo tutti con lui". Le parole dei ragazzi hanno toccato il cuore di Loi. "Mi sono di conforto e incoraggiamento. Ci inducono ad andare avanti", ha detto chiarendo però che non si ricandiderà: "La decisione è indipendente da quello che è successo, ero stato chiaro cinque anni fa", ha precisato Loi. E ancora: "Continueremo nel nostro mandato sempre con onestà. Non possiamo soddisfare le richieste di tutti, purtroppo non tutti sanno che ci sono norme rigide alle quali dobbiamo attenerci".

Ha spiegato in aula di essere amareggiato soprattutto perché al momento del ritrovamento erano con lui la moglie e il figlio piccolo, rimasti particolarmente scossi. Parole di vicinanza dai consiglieri di minoranza presenti Maria Luigia Cossu e l'ex sindaco, in passato anche lui vittima di atti intimidatori, Antonello Piras. "Spero sia stato uno scherzo di cattivo gusto - ha detto Piras -. Non ci sino stati concorsi, assunzioni, non ci sono polemiche o problematiche in paese che possano aver creato una situazione del genere. Il punto è che la gente pensa che un sindaco può fare tutto e non si tiene conto che ci sono le norme da rispettare. Non si capisce neanche il momento: mancano sei mesi alla fine del mandato e le elezioni sono l'arma più potente per esprimere eventualmente dissenso".

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