CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

approfondimenti

Parco di Tepilora, via al progetto di tutela ambientale

In tutto 160 mila euro per portare avanti opere articolate in tre anni
il delta del rio posada all interno del parco di tepilora (foto orunesu)
Il delta del rio Posada, all'interno del parco di Tepilora (foto Orunesu)

Dopo tanti prestigiosi riconoscimenti scientifici, a iniziare dal Mab Unesco come riserva di biosfera, il parco regionale di Tepilora compie i primi passi concreti. La tutela ambientale dell’oasi che racchiude quattro Comuni del Nuorese – Bitti, Posada, Lodè e Torpè con i loro circa 10 mila abitanti - ispira il pacchetto d’interventi della Fondazione ‘’Con il sud’’, unico progetto finanziato in Sardegna con il bando ambiente 2018. Titolo efficace, anche per ricordare l’estate d’emergenza vissuta in alcuni Comuni del parco, assediati dagli incendi, come pure i danni legati alla devastante alluvione del 2013: ‘’Acqua e fuoco. Dalle cicatrici del passato la mappa per un futuro al riparo dai rischi’’.

Passerella sopraelevata a Posada (foto Orunesu)
Passerella sopraelevata a Posada (foto Orunesu)

In tutto 160 mila euro per portare avanti opere articolate in tre anni. Sotto la guida di Legambiente Sardegna saranno monitorati 350 ettari, realizzati dieci interventi di prevenzione e tutela con il coinvolgimento di 23 volontari e 50 cittadini e delle scuole dei quattro Comuni del parco. L’obiettivo è arrivare a raggiungere altre 1500 persone organizzando varie manifestazioni, come escursioni e workshop. Legambiente può contare su sette partner: il parco regionale di Tepilora, l’agenzia Forestas, l’università di Cagliari, le associazioni ‘’Adotta un albero’’ onlus e ‘’Sardus Pater’’, il gruppo scout di Posada, la Pressa-società cooperativa sociale onlus di Bitti.

Le azioni previste fino al 2022 consistono nel ripristino e nel rafforzamento del territorio che subisce le conseguenze del ciclone Cleopatra del 18 novembre 2013. Perciò sono in programma la piantumazione di alberi, la pulizia del rio Posada da detriti e rifiuti, la cura delle dune sulla costa assieme all’analisi della piana alluvionale per valutare il rischio idrogeologico. Workshop, campi di volontariato, coinvolgimento del Ceas, il centro di educazione ambientale e alla sostenibilità, che opera nei quattro Comuni.

«L’ambizione del progetto – spiega Marta Battaglia, direttrice di Legambiente Sardegna – è quella di ricomporre e far lavorare insieme realtà diverse, dalle istituzioni ai cittadini. Saranno tre anni vivaci in cui le fragilità del territorio e gli interventi dei partner per la prevenzione dei rischi saranno materiali di osservazione e studio per le scuole, la cittadinanza e la comunità della società civile. Così gli abitanti potranno di nuovo diventare protagonisti».

Littos, a Bitti, area montana del parco di Tepilora (foto Orunesu)
Littos, a Bitti, area montana del parco di Tepilora (foto Orunesu)

«L’aspetto più importante per noi è la conoscenza da parte degli abitanti delle tematiche del dissesto idrogeologico e soprattutto la consapevolezza di vivere in un territorio fragile», dice Roberto Tola, presidente del parco di Tepilora e sindaco di Posada.

Forestas, che gestisce il 95 per cento del territorio del parco – annuncia Giuliano De Serra - curerà il ripristino dell’alveo di Posada e il recupero della pineta devastata dagli incendi, mentre l’università di Cagliari – sottolinea Antonello Funedda, docente di geologia strutturale – «analizzerà l’evoluzione della piana costiera del rio Posada puntando alla comprensione degli equilibri di un sistema naturale complesso come quello fluviale per capire la gestione sostenibile e compatibile con la presenza dell’uomo».

L’oasi, vasta circa ottomila ettari, viene istituita con la legge regionale 21 del 24 ottobre 2014 che ribattezza l’area parco regionale di Tepilora, Sant’Anna e Rio Posada. In questi cinque anni arrivano tanti riconoscimenti per i pregi ambientali racchiusi attorno al monte Tepilora, alto appena 528 metri, comunque simbolo di una realtà che comprende una varietà di paesaggi: dalla foresta demaniale di Crastazza e Littos a Bitti all’area forestale Sant’Anna di Lodè, a quella di Usinavà di Torpè fino alla foce del rio Posada. L’ente Parco è impegnato anche nella promozione turistica dell’area.

Nelle scorse settimane Tepilora ha ospitato tour operator nazionali: Four Seasons Natura e Cultura, EquoTube, Po Delta Tourism e Sardaigne en Liberté hanno aderito all’educational tour organizzato da Legambiente Sardegna in collaborazione con i Ceas dei quattro Comuni del parco.

Gabbia di protezione (foto Orunesu)
Gabbia di protezione (foto Orunesu)

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...