CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

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"Cerco la bimba sarda a cui ho salvato la vita 47 anni fa": l'appello di un ex vigile del fuoco

Diventa virale l'appello lanciato su Facebook da un pensionato di Gaeta, pompiere a Nuoro nel 1972
aldo baia oggi e negli anni settanta (da facebook)
Aldo Baia oggi e negli anni Settanta (Da Facebook)

Nel 1972, mentre prestava servizio come vigile del fuoco a Nuoro, ha salvato la vita a una bimba.

Oggi, a distanza di quasi 50 anni, ha lanciato un appello per poterla riabbracciare.

Lui è Aldo Baia, oggi pensionato e residente a Gaeta.

E ha diffuso su Facebook la sua storia, chiedendo aiuto alla Rete nella speranza di trovare indizi su quella ragazzina, oggi cresciuta, di cui non ha mai saputo il nome, ma a cui è sempre rimasto legato.

"Ho fatto servizio nei vigili del fuoco a Nuoro nel 1972 - scrive lo stesso Baia - ed ebbi modo di soccorere una bambina che stava andando a scuola, investita daun furgone nei pressi della nostra caserma, che attraversava la strada, mentre ero uscito per andare a fare colazione a piedi".

"Aveva riportato - prosegue il racconto - una terribile ferita sopra un occhio causata dalla lente degli occhiali. La tirai fuori da sotto il furgone ed il sangue le usciva copiosamente, le misi il mio fazzoletto sulla ferita e le dissi di tenere premuto. La presi in braccio ed iniziai a correre a piedi verso l'ospedale civile di Nuoro che distava non molto lontano, mentre alcuni passanti andarono in caserma a chiedere di far uscire la nostra ambulanza su cui saliti tenendo sempre in braccio la piccola. Arrivati al pronto soccorso i sanitari subito la portarono in sala operatoria, ma lei si rifiutava tra un pianto e grida disperate di lasciarmi la mano chiedendo che rimanessi con lei. La sedarono e mi dissero che aveva perso molto sangue ed io ed i miei colleghi dell'ambulanza senza esitare offriamo il nostro. Dopo le trasfusioni rimanemmo sul posto per accertarci delle sue condizioni".

Ancora, prosegue il pensionato, "vennero i familiari che non smisero un attimo di ringraziarmi e vedendo la mia divisa zuppa di sangue vennero dopo in caserma a ringraziare il mio comandante e mi chiesero di poter lavare loro pantaloni, maglione e canottiera".

"Era il mese di novembre - ricorda Baia - e ricevetti un encomio per quel gesto e più volte andai a trovare la bambina che allora aveva circa 10 anni ed era se ricordo bene la più piccola di 4 sorelle ed abitavano in alcune case popolari non distanti dalla nostra caserma. Quando fui trasferito sul continente persi tutti i suoi contatti".

Ma quell'episodio che ha segnato la sua vita Aldo non l'ha mai dimenticato. Di qui il desiderio di ritrovare la donna che ha salvato.

"Oggi - chiosa il pensionato - a distanza di tanti anni la vorrei rivedere e riabbracciare. Se non sarà possibile pazienza, vorrà dire che vi ho raccontato una bella pagina della mia vita".

Il post, diffuso oggi, ha già fatto il pieno, oltre che di like e commenti, anche di condivisioni.

La macchina dei social si è messa in moto.

E forse Baia riuscirà davvero a coronare il suo sogno e a trovare la persona che cerca.

(Unioneonline/l.f.)

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