CRONACA SARDEGNA - GALLURA

il punto della situazione

Olbia: 259 positivi, dieci ricoverati al Giovanni Paolo II

Il sindaco Nizzi fornisce i dati sull'epidemia a Olbia, e avverte i runner: "Non vorrei essere costretto a chiudere il parco"
settimo nizzi (foto de roberto)
Settimo Nizzi (foto De Roberto)

Sono 259 le persone positive al Covid ad Olbia: l'aggiornamento è stato fornito dal sindaco Settimo Nizzi in una conferenza stampa. Un dato ottenuto dall'incrocio tra i dati forniti dall'Ats (25 i nuovi), dal Mater Olbia (32) e i controlli della Polizia locale.

Gli elenchi che arrivano dall'Ats, infatti, ha spiegato il sindaco, sono "sporchi" e comprendono anche pazienti che poi risultano negativizzati. "Negli ultimi dieci giorni i nuovi casi sono una sessantina, una media di sei al giorno: significa che dobbiamo stare attenti ma non è una situazione allarmante", ha commentato Nizzi che ha anche fornito i dati delle persone ricoverate nell'area dedicata al Giovanni Paolo II.

Sono una decina che si aggiungono ai tre di Tempio: i due ospedali pubblici galluresi non sono ospedali Covid (a differenza del Mater Olbia) ma, nella situazione di emergenza, si trovano comunque ad accogliere pazienti positivi. Una condizione critica per la carenza di anestesisti (uno solo per turno) al Giovanni Paolo II, che è stata segnalata nei giorni scorsi dal consigliere regionale Pd Giuseppe Meloni. Il sindaco di Olbia ha anche annunciato che incontrerà presto il nuovo commissario dell'Ats Temussi per affrontare tutta la situazione della sanità cittadina. I casi nelle scuole, invece, sono stati 24 dall'apertura.

Nizzi ha poi illustrato tutte le regole del nuovo Dpcm che vengono considerate al momento sufficienti, non ci saranno quindi ordinanze più severe "a patto che si continui a rispettare tutte le regole". Mascherina sempre, quindi, tranne le eccezioni previste.

"Ho sentito che alcuni anziani con difficoltà sono stati allontanati dal supermercato perchè avevano la mascherina solo sulla bocca, col naso scoperto. Questo è un eccesso perché chi soffre di alcune patologie ha difficoltà con la respirazione". Sul fronte opposto, è vero che chi fa attività sportiva può non indossare la protezione ma facendo attenzione alla distanza che deve essere di due metri dalle altre persone. Un problema, questo, che si è riscontrato spesso al parco: "Non vorremmo essere costretti a chiuderlo nuovamente. Quindi invito tutti ad usare prudenza e buon senso".

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