CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

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Gesto (raro) di onestà: "Ti cerco per renderti 400 euro"

Massimo Marras alla ricerca del cliente che per errore ha pagato nel suo negozio 447 euro invece di 47
massimo marras (archivio l unione sarda)
Massimo Marras (archivio L'Unione Sarda)

Un 4 di troppo digitato per sbaglio dal macellaio sulla tastiera del pos elettronico ha fatto schizzare alle stelle il conto a carico del cliente: 47 euro per qualche chilo di bistecche sono diventati 447. Nessuno dei due, esercente e avventore, si era accorto dell'errore. Fino a domenica, quando Massimo Marras, titolare della macelleria Cesarino di Elmas, durante il consueto controllo degli scontrini emessi il giorno precedente, ne ha notato uno anomalo: 447 euro di braciole. Il pensiero di approfittare dell'errore per intascarsi quei 400 euro non dovuti non ha sfiorato nemmeno per un secondo il cervello di Marras: da subito ha provato in tutti i modi a rintracciare il cliente. Ci è riuscito con un annuncio sui social, al quale ha poi risposto l'avventore, Gianni Mura, ingegnere del paese e cliente fisso della macelleria.

Il conto sbagliato

Marras è di Sestu ma ha vissuto più a Elmas che nel paese dove è residente: suo padre, Cesarino, 75 anni fa aprì la macelleria dove lui lavora da quando era giovanissimo. «Come sempre il sabato, intorno alle 12.30, c'era molta gente», racconta il macellaio. «Uno dei tanti clienti ha acquistato 44 euro di bistecche, ha pagato col bancomat ed è andato via». Niente di strano. Ma solo all'apparenza: «Il giorno dopo ho notato lo scontrino da 447 euro e mi sono preoccupato, non potevo accettare il fatto di avere soldi non dovuti di altre persone, magari in difficoltà economica». Da qui la ricerca del cliente: «Sono stato male, ero pronto a rivolgermi alla banca per risalire al numero della carta e quindi al cliente. Ma, per la privacy, non so se sarei stato accontentato».

Il lieto fine

Il macellaio ha allora pubblicato un post sul gruppo Facebook "Sei di Elmas se". Tra i commenti, dopo qualche ora, è apparso quello di Mura. «Ho tirato un grosso sospiro di sollievo - continua Marras - nemmeno per un secondo ho pensato di tenere chiusa la bocca e intascare denaro non guadagnato. Non è da me, tra l'altro sono un benefattore della Caritas. Mi ha fatto piacere che in tantissimi si siano complimentati, penso però di non aver fatto nulla di speciale, ma solo il mio dovere: non potrei convivere con la coscienza sporca. L'onestà paga sempre».

Il cliente

Questi giorni Gianni Mura si presenterà in macelleria per farsi restituire i 400 euro. Ma senza fretta: «Di Massimo ci si può fidare, sapevo che è una persona onesta», dice l'ingegnere. «Anche se non mi ha sorpreso, ho apprezzato tanto il suo gesto. Quando ho pagato le bistecche non mi sono accorto del conto salato. L'avrei scoperto chissà quando verificando i movimenti bancari. In ogni caso non tutti i commercianti avrebbero fatto il primo passo per rintracciare il cliente».

Lorenzo Ena

© Riproduzione riservata

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