CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

movida e turisti

Il coronavirus dilaga tra i giovani, a Cagliari ricoverato un bimbo

Tutti i focolai nell'Isola partono da casi d'importazione, e ad essere coinvolti sono spesso giovani e giovanissimi
movida a cagliari (archivio l unione sarda)
Movida a Cagliari (archivio L'Unione Sarda)

Dilaga tra i giovani il coronavirus in Sardegna, e la grandissima parte dei nuovi contagi sono di importazione.

Ieri in Sardegna, alle porte di Ferragosto, sono stati registrati 17 nuovi casi. Un'epidemia che non si ferma e che anzi riprende vigore. Trai nuovi contagi ci sono anche un bambino e la madre, turisti tedeschi giunti a Cagliari. Sono entrambi ricoverati al Santissima Trinità, il piccolo ha sintomi severi ma le sue condizioni non sono gravi. Restano infatti Covid free i reparti di terapia intensiva.

Ci sono anche 13 migranti tra i casi di ieri, un altro turista a Orosei che si è subito messo in autoisolamento e il contatto di un positivo già precedentemente accertato.

Da registrare anche il pilota di un aereo e una turista giunta da Barcellona già con la febbre.

Una situazione preoccupante, anche perché è evidente che è stato il boom degli arrivi a far risalire i contagi.

"Tutti i nuovi focolai - spiega il commissario dell'Ats Giorgio Steri - sono partiti da persone rientrate da un viaggio o da turisti. Per quanto riguarda Carloforte, ad esempio, dalla Croazia e da Milano".

Una cosa che era stata messa in conto, ma servono comportamenti individuali all'insegna della responsabilità: "Bisogna comprendere che il virus è sempre contagioso, e se non si rispettano le regole uno finisce per essere contagiato".

Ancora: "Abbiamo un piccolissimo focolaio di cinque persone su Nuoro importato dalla Spagna, che comunque è sotto controllo; una situazione più preoccupante in Gallura dove abbiamo una decina di casi, diversi turisti su alcune imbarcazioni, a cui prestiamo massima attenzione".

Il contagio, insomma, "sta ripartendo da pochissimi casi d'importazione".

Altro fenomeno, che accomuna un po' tutta l'Italia, è il boom di contagi tra i giovani. Moltissimi adolescenti e ragazzi tra i 16 e i 20 anni, spesso senza sintomi o con sintomi lievi, ma che potrebbero contagiare madri, padri, nonni e zii.

"Ragazzi in vacanza con vita sociale molto attiva, discoteca e feste, spiaggia e piazzetta. Zero distanziamento, mascherina quasi mai, nessuna paura degli assembramenti", questo è il profilo dei nuovi positivi.

Ora potrà aiutare, e non poco, la stretta sugli arrivi dai Paesi a rischio (Grecia, Spagna, Malta, Croazia). Ma senza la massima attenzioni ai comportamenti individuali, sarà difficile uscirne subito.

(Unioneonline/L)

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