CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

la cerimonia

Cagliari, Suor Teresa Tambelli sarà beata

Domenica nella cattedrale si chiuderà ufficialmente il processo diocesano sulla fama di santità della religiosa
suor teresa tambelli (archivio l unione sarda)
Suor Teresa Tambelli (Archivio L'Unione Sarda)

Domenica nella cattedrale di Cagliari, nel corso di una solenne cerimonia, si chiuderà ufficialmente il processo diocesano sulla fama di santità di suor Teresa Tambelli, che per 57 anni - nel periodo che va dal 1907 al 1964 - ha operato nei quartieri popolari del capoluogo.

Il processo è stato aperto il 6 novembre 2016, su richiesta delle Provincia sarda delle suore vincenziane.

Sentito il parere della Conferenza episcopale regionale e ottenuto il via libera dalla Congregazione per le cause dei santi, l'arcivescovo ha costituito il Tribunale diocesano, presieduto da don Luca Venturelli, che in tre anni ha acquisito la documentazione storica sulla vita della religiosa, "interrogato" coloro che avevano conosciuto la suora.

In particolare, sono stati sentiti vescovi, sacerdoti, le consorelle che hanno lavorato con lei e i "marianelli", che allevò e educò nell'asilo delle Figlie della carità.

Ora suor Teresa Tambelli sarà beata, come colei che la precedette, suor Giuseppina Nicoli.

LA SUA STORIA - Sesta di sette figli, Teresa Tambelli nasce a Revere, in provincia di Mantova, il 17 gennaio 1884. Dopo il diploma, a 18 anni entra tra le Figlie della Carità di Torino. A 23 anni è inviata a Cagliari dove nel 1914 arriva suor Nicoli che diviene la sua nuova superiora.

Alla morte della suora dei "piccioccus de crobi", il 31 dicembre 1924, suor Teresa ne prosegue l'opera di carità nei confronti dei poveri di tutta la città. Con le altre suore assiste gli abitanti del Lazzaretto di Sant'Elia, di Palabanda, Is Mirrionis, Monte Urpinu. Fra il 1940-1943 apre l'Asilo della Marina agli sfollati e dopo il '43, con la Comunità, è costretta per la guerra a sfollare a Uras per un breve periodo. Muore il 23 febbraio 1964: migliaia di persone al suo funerale, soprattutto povere.

(Unioneonline/F)

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