CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

dalla prima pagina

Insularità: sardi uniti. Il commento di Maria Antonietta Mongiu e Roberto Frongia

Secondo anniversario della proposta di legge. Mobilitazione di sindaci e associazioni
uno stiscione per l insularit (archivio l unione sarda)
Uno stiscione per l'insularità (Archivio L'Unione Sarda)

Quale modo migliore del coinvolgimento delle municipalità della Sardegna per festeggiare il secondo anniversario della prima firma che ha portato alla proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica dell'articolo 119 della Costituzione affinché la Sardegna abbia pari opportunità con la terraferma? D'altra parte sono stati sindaci e amministrazioni comunali della Sardegna i protagonisti della raccolta delle firme e con loro, partiti, gruppi di cittadini organizzati, FASI, rete dei comuni delle piccole isole. Hanno animato strade e piazze, sarde e italiane, perché la richiesta non fosse relegata al rivendicazionismo vernacolare ma diventasse un idem sentire nazionale.

L'iniziativa di oggi deve apparire per quello che è: sostegno e mobilitazione dell'intera comunità regionale, espressi tramite le municipalità, per l'Insularità in Costituzione che si fa voce unitaria per dialogare col Parlamento nazionale e con quello dell'Unione europea.

In questi anni è andata maturando una profonda consapevolezza della necessità di mutare paradigma e sguardo sulla Sardegna e di praticare un convinto riconoscimento che l'insularità è connotata da valori non negoziabili che riguardano stratificazioni storiche, storico archeologiche e architettoniche, ambientali, paesaggistiche, letterarie, linguistiche.

L'azione positiva di quanti hanno aderito al Comitato ha avuto come denominatore una diffusa azione di pedagogia civile; una costante analisi della pratica di disconoscimento e di svalutazione dell'isola.

E quindi una convinta necessità di assumersi responsabilità, a tutti i livelli, per tanto denso intreccio di natura e cultura, straordinario e peculiare che, scomodando lo storico Fernand Braudel, è sintesi di Mediterraneo e di Europa.

Pretendere pari opportunità significa di conseguenza dismettere le pratiche del vittimismo per assumere quelle dell'ecologia, delle risorse paesaggistico-ambientali ma anche di quelle finanziarie, siano esse regionali, nazionali, europee, troppo spesso utilizzate in forme assistenzialistiche. Solo così si è convincenti nel sostenere che la "distanza" fisica implica svantaggi che devono essere definitivamente riconosciuti e compensati.

Tutto ciò era evidente ai padri e alle madri della Costituzione e dello Statuto speciale. Non è un caso che oggi tutta la classe politica nella sua interezza e con essa il mondo della cultura, delle imprese, dello sport, dell'associazionismo, delle Università, ha scelto una strada diversa dal rivendicazionismo fine a se stesso, spia di minorità e di dipendenza, in cui i sardi e le sarde, specie più giovani, diffusamente sentono di non riconoscersi.

Ecco perché la giornata di oggi venerdì 13 settembre traccia una traiettoria proiettata sul futuro e totalmente rivolta ai giovani che in massa abbandonano l'isola perché tagliati fuori dalle opportunità, materiali e immateriali, che le regioni di terraferma offrono loro.

Ecco perché in questa giornata nessun sardo si deve sentire escluso o indifferente perché ognuno può fare qualcosa per cambiare il destino della Sardegna. Il gesto che i sindaci oggi stanno compiendo è un nuovo inizio; perché non è solo un gesto simbolico, ma l'occasione perché l'obiettivo del bene comune e del benessere della comunità regionale sia il veicolo per spingere il Parlamento all'osservanza della Costituzione che vieta qualsiasi discriminazione tra Italiani. Ecco perché l'inserimento del principio di insularità in Costituzione è il nuovo patto su cui si basano i diritti dei sardi ed è fondante la strategia politica, economica e sociale dei prossimi anni.

Grazie ai sindaci e buona giornata per l'Insularità a tutti noi con l'augurio che, con la modifica dell'articolo119, domani si possa leggere nella Costituzione "Lo stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità e dispone le misure necessarie a garantire un'effettiva parità ed un reale godimento dei diritti individuali inalienabili"; "S'Istadu reconnoschet s'isvantàgiu naturale grae e sighidu chi protzedit dae s'insularidade e disponet sas medidas chi sunt pretzisas pro garantire una paridade verdadera e unu godimentu reale de deretos individuales e inalienàbiles".

Maria Antonietta Mongiu

Roberto Frongia

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