SERVIZI ALLE IMPRESE - BANDI

microcredito

Sardegna, dalla Regione fino a 35mila euro per creare una nuova impresa

Il bando si rivolge a disoccupati ma anche a imprenditori che vogliano fare nuovi investimenti nell'Isola
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (Archivio L'unione Sarda)

È stato pubblicato dalla Regione l'avviso "per la selezione di progetti da ammettere al finanziamento del Fondo Microcredito".

Il documento è stato redatto a seguito della delibera adottata dalla Giunta regionale che riguarda la "Riprogrammazione degli Strumenti Finanziari FSE".

L'avviso si articola in quattro finestre: la prima e la terza rivolte a soggetti disoccupati che intendano avviare un'iniziativa imprenditoriale in Sardegna e a quei soggetti occupati che vogliono realizzare nuovi investimenti per l'ampliamento, la diversificazione o l'innovazione di iniziative già esistenti; la seconda finestra è invece riservata agli stessi soggetti delle categorie precedenti ma appartenenti al genere femminile; infine, alla quarta finestra potranno accedere gli stessi soggetti della prima e della terza finestra, ma con iniziative imprenditoriali che verranno realizzate nelle isole minori o nelle zone ad alto tasso di spopolamento.

Il Fondo Microcredito, permetterà di finanziare progetti compresi tra un minimo di cinquemila euro a un massimo di 35mila euro in relazione alle spese ammissibili.

La presentazione della domanda, alla quale dovranno essere allegati il business plan e tutta la documentazione richiesta, potrà essere fatta nella piattaforma del sito della Regione entro la prima metà del mese di gennaio.

"Vogliamo aiutare e dare un supporto concreto alle micro imprese e agli imprenditori della Sardegna che desiderano avviare iniziative produttive che favoriscono l'occupazione e generano benessere per la nostra comunità - afferma l'assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda - Il microcredito è uno strumento strategico per il sistema imprenditoriale della nostra Isola anche perché permette di arginare fenomeni di povertà e consente l'inclusione finanziaria di quelle categorie sociali definite 'non bancabili'".

(Unioneonline/F)

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