CULTURA

Un libro da scoprire

Anche i fiori possono rompere l'asfalto

Venti storie di coraggio e lotta per la giustizia raccontate da Riccardo Gazzaniga
riccardo gazzaniga (foto concessa)
Riccardo Gazzaniga (foto concessa)

Cosa hanno in comune i fratelli Scholl e i giovani antinazisti della Rosa Bianca, Sandro Pertini e Franca Viola che, rifiutandosi di sposare il suo seviziatore, cambiò le leggi sulla violenza di genere in Italia? Hanno in comune il coraggio di dire no ai soprusi e alla violenza, pur sapendo di rischiare molto, anzi moltissimo. E condividono il fatto di essere tra i protagonisti di Come fiori che rompono l'asfalto (Rizzoli, 2020, pp. 264, anche e-book), venti storie di coraggio e opposizione all’ingiustizia raccolte con cura amorevole da Riccardo Gazzaniga. E scriviamo con cura amorevole perché Gazzaniga è andato alla ricerca di vicende dimenticate o semplicemente poco conosciute. Vicende che però ci dimostrano come in ogni tempo e in ogni luogo ci siano state persone che hanno scelto di fare quello che dovevano e non quello che era più semplice o conveniente. E in questo modo hanno regalato speranza e progresso a tutti noi. A Riccardo Gazzaniga chiediamo allora come è nata la scelta delle sue storie:

"Prima di tutto ho puntato su storie che avevo voglia di raccontare e di condividere. Insomma, storie che prima di tutto hanno entusiasmato e coinvolto me, in prima persona. E poi le vicende che mi diverto di più a narrare sono proprio quelle che in fondo si conoscono meno, che non trovi su tutti i libri. Se parliamo della lotta contro l’ingiustizia in Africa subito il pensiero va giustamente a Mandela. Però di storie di battaglie contro i soprusi legate al continente africano ce ne sono tantissime e bellissime e ne ho volute raccontare tre. Poi ci sono storie a cui sono legato personalmente, come quella di Sandro Pertini".

La copertina del libro
La copertina del libro

Pertini è stato un mito durante il periodo della sua presidenza tra il 1978 e il 1985. Ma è ancora conosciuto?

"In realtà Pertini, oltre che per motivi personali, l’ho inserito a furor di popolo. Quando sul mio blog ho fatto la domanda ‘se doveste raccontare una storia di coraggio, quale raccontereste?’, sorprendentemente, almeno per me, Pertini è stato il personaggio più citato, assieme a Thomas Sankara, il presidente che ha cercato di combattere povertà e corruzione nel Burkina Faso e che per questo è stato assassinato nel 1987. Tornando a Pertini, rileggendo la sua biografia ci si rende conto che ha avuto veramente una vita straordinaria e avventurosa, quasi da film. E poi è un personaggio che ancora divide e questo è parte del suo fascino".

Mentre scriveva il libro, ha scoperto qualche storia che non conosceva?

"Una storia che ho scoperto e che ho voluto a tutti costi mettere nel libro è quella di Dimităr Pešev, il politico bulgaro che durante la Seconda guerra mondiale riuscì a fare in modo che gli ebrei non fossero deportati dalla Bulgaria. Una storia incredibile se pensiamo che lo Stato bulgaro era alleato della Germania nazista. Eppure, Dimităr Pešev ebbe il coraggio di portare il Parlamento del suo Paese a schierarsi contro la deportazione. Mi sembra una bellissima storia anche perché mostra come fare politica abbia un senso e possa portare a grandi risultati quando si mira a un obbiettivo alto, che riguarda tutti".

La cosa più triste è che dopo la Seconda guerra mondiale Dimităr Pešev non vide riconosciuti i suoi meriti, che furono attribuiti viceversa a Todor Živkov, leader della Bulgaria oramai divenuta comunista. Nel suo libro però molti protagonisti non vedono riconosciuti i loro meriti oppure pagare prezzi pesanti per le loro scelte, alcuni addirittura vengono uccisi…

"È vero, ma combattere contro le dittature e la violenza del potere espone a rischi enormi. È, però, altrettanto vero che ancora oggi nel mondo c’è troppa sopraffazione e le dittature non mancano. Quindi vanno raccontate le storie di persone che si sono opposte all’autoritarismo, pur sapendo a quali rischi andavano incontro. Le conseguenze di certi atti di ribellione erano chiare, eppure alcuni hanno avuto la forza di agire, di dire no. Mi chiedo se anche io avrei avuto lo stesso coraggio e non so darmi una risposta".

Quindi la scelta di opporsi era ragionata, per i protagonisti delle sue storie, e non frutto di un istinto improvviso?

"Questa è la cosa più interessante per me: i miei protagonisti non sono eroi per caso e non nascono neppure eroi. Arrivano a fare determinate scelte dopo un cammino di crescita. Passo dopo passo, giorno dopo giorno, maturano delle convinzioni e agiscono di conseguenza”.

Ma veramente i fiori riescono a rompere anche l’asfalto?

“Lo spero, anche se alcune delle storie che racconto non hanno certo un lieto fine. Però, anche nelle vicende finite peggio c’è un insegnamento imprescindibile: nella vita si può sempre fare la scelta giusta, anche quando non è la scelta più semplice".

Ultima domanda: in questi giorni sarà in Sardegna. Dove la potranno incontrare i lettori:

"Farò degli incontri nelle scuole. Poi sarò venerdì 23 alle 19 alla biblioteca di Macomer e poi domenica 25 alle 12, ospite di Radio X presso Exmà, in entrambi i casi per la presentazione di un altro mio libro, Colpo su colpo, pubblicato anch’esso da Rizzoli. Presenterò invece Come fiori che rompono l’asfalto sempre domenica a Cagliari, alle 18, a Sa Manifattura".

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