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Astrologia e Covid 19, un flop stellare

A dicembre gli "esperti" avevano fatto le loro previsioni per il 2020. Ma della pandemia nessuna traccia...
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (Archivio L'Unione Sarda)

La pandemia è stata un evento così epocale che le stelle non potevano ignorarla. Quindi la responsabilità di tale vuoto interpretativo sarebbe da attribuire a coloro che gli astri scrutano, per distillare profezie a breve e lungo termine. Come di recente riportato dal New York Times, i discepoli di Susan Miller, master of stars a stelle e strisce, sono rimasti profondamente delusi dall'incapacità dell'influente astrologa di prevedere l'arrivo del coronavirus. «Perché non hai predetto questo, Susan? Il COVID-19 era un evento piuttosto epocale per perderselo di vista!».

Torniamo in Italia e prendiamo ad esempio il povero Paolo Fox astrologo di lungo corso, pluridecorato auditel. Il suo discorsetto di fine anno (andatelo a rivedere su Youtube), non aveva certo rivelato l'imminente minaccia. O forse abbiamo male interpretato i suoi vaticini. Per il segno del Cancro e quello del Toro, ad esempio, predicava la necessità di trascorrere tempo tra le persone più amate. Certo, non specificando mesi di forzata convivenza, liti per le serie TV e maldestri tentativi di fuga. In realtà il popolo di internet ha già ampiamente indagato sulla relazione tra previsioni e pandemia, di fatto assolvendo gli astrologi. La tesi prevalente è la seguente: avevano visto qualcosa, non nelle dimensioni reali, ma più come un presentimento. Senza alcun dubbio i più prudenti avevano fatto intravedere rivoluzioni astrali e stravolgimenti globali. Ad esempio il portale astrologico Nel magico mondo di Isolo prediceva, per il 2020, complice la congiunzione di Saturno e Plutone, «cambiamenti epocali e duraturi nella storia dell'umanità, proprio come nell'agosto nel 1914 o nel settembre del 1939».

Ma non finisce certo qui. Il sito, per il 2020, leggeva nel transito di Saturno in Acquario l'arrivo di «scelte drastiche per cambiare rotta». Non una quartina di Nostradamus ma neppure parole di buon augurio. Qualcuno potrà obiettare come questi citati siano veggenti di terza fascia. Quindi vediamo le astrostar di riferimento nel nostro microcosmo web e tv. Branko, ad esempio, disse in tempi non sospetti. «Per la metà del tempo Marte sarà in assetto di guerra in Ariete».

Parole che volendo potrebbero sembrare profetiche. Volendo. E il suo esimio collega Rob Brezsny avvertiva dalle pagine di un noto quotidiano: «il 2020 sarà un anno in cui prevarranno domande, il 2021 offrirà risposte importanti». Sibillino.

Immagine simbolo (Archivio L'Unione Sarda)
Immagine simbolo (Archivio L'Unione Sarda)

Il tanto bistrattato Paolo Fox era stato più chiaro parlando di un «ripartiamo da zero». Forse si riferiva al conto in banca ridotto ai minimi termini. Scavando nelle parti oscure delle previsioni si trova tutto ciò che serve per mettere insieme una previsione catastrofica. Semplice trovare un classico «Eventi eccezionali per la triplice congiunzione di Giove, Saturno e Plutone nel segno del Capricorno». Qualcuno ha associato ai tre pianeti altrettanti personaggi politici. Le stelle sono così divenute cadenti, senza attendere San Lorenzo.

Il più amato blogger stellare, Simon & The Stars, scriveva, per lo Scorpione: «Per alcuni è tempo di affrontare un discorso con un datore di lavoro: c'è aria di vaghezza su un contratto». Lo Scorpioncino a cui il Covid ha rubato il lavoro non potrà che annuire. Le stelle hanno sempre ragione e noi degli astri siamo figli ma pronipoti di sua maestà il denaro.

Lo stesso Simon la quarantena l'aveva poi prevista, con la frase "Potresti chiedere al partner maggiore presenza, costanza". I fatti dimostrano come Simon avesse ragione. Alcuni giornali hanno poi dato atto alla rivista Astra di aver "una prova da superare per la Cina", anche lo sviluppo di "nuovi e più veloci e più sofisticati sistemi di comunicazione". A cosa potrebbe riferirsi se non allo smart working? E cosa prevedevano le stelle per Giuseppe Conte? E per Donald Trump? Ma soprattutto per Boris Jonson, che dopo aver negato l'esistenza di un problema virus ci ha dovuto convivere suo malgrado, uscendo dal nosocomio riveduto e corretto nelle opionioni. Tutto e il contrario di tutto.

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