CULTURA

oristano

Sartiglia, è scontro tra cavalieri e Fondazione

La rabbia dei cavalieri dopo la riunione che avrebbe dovuto aprire un dialogo sul nuovo regolamento
un immagine dalla sartiglia (foto valeria pinna)
Un'immagine dalla Sartiglia (foto Valeria Pinna)

Rottura netta tra l’associazione cavalieri di Oristano per la Sartiglia e la Fondazione.

Ieri la riunione che sarebbe dovuta servire per aprire un dialogo sul nuovo regolamento è finita malissimo: i cavalieri hanno abbandonato la riunione. E questa mattina con una nota il presidente Ignazio Nonnis a nome di tutti si rivolge alla città per spiegare la situazione:"La nostra speranza era che l’esito di quest’incontro fosse la nascita di un dialogo per una proficua collaborazione con l’Amministrazione Comunale, i Gremi e gli enti preposti all’organizzazione della manifestazione per rendere ancor più bella e affascinante la Sartiglia". Ma resta un nodo cruciale: la partecipazione alla giostra.

La Fondazione e i Gremi hanno proposto un nuovo regolamento che prevede l'iscrizione ad un albo per poter partecipare alla Sartiglia. I cavalieri invece chiedono di "ripristinare il vecchio articolo 6 del regolamento Sartiglia stilato dalla Fondazione in cui si riconosce all’associazione Cavalieri la prerogativa di fornire i nominativi dei 120 cavalieri partecipanti alla Sartiglia" ricorda Nonnis, sottolineando che l'articolo 6 "è stato radicalmente modificato nel mese di maggio dalla stessa Fondazione e senza il consenso dell’associazione cavalieri, non riconoscendo più la stessa associazione come unico referente per l’individuazione dei cavalieri partecipanti alla Sartiglia".

Il presidente dei cavalieri Ignazio Nonnis (foto Valeria Pinna)
Il presidente dei cavalieri Ignazio Nonnis (foto Valeria Pinna)

L'Associazione è nata nel 1981 con lo scopo di rappresentare i cavalieri e valorizzare il loro impegno e amore per la giostra, "oggi vantiamo 160 iscritti che chiaramente non concepiscono la Sartiglia senza l'associazione".

"Purtroppo - va avanti Nonnis - dal confronto è emerso che oggi la Fondazione non è disposta a riconoscere l'associazione come unico interlocutore, nonostante i 40 anni di storia e nonostante soltanto con i sacrifici economici richiesti proprio all'associazione cavalieri la Fondazione è ancora in piedi. Riteniamo questa presa di posizione un’offesa e un'assoluta mancanza di rispetto verso i 160 iscritti".

"Consapevoli della responsabilità, degli oneri e degli obblighi che comporta essere un cavaliere della Sartiglia - la conclusione - l'associazione si impegna a garantire la massima serietà correttezza e rispetto delle regole dei suoi associati ma non è disposta a mediare sul suo ruolo cruciale nell’organizzazione della Sartiglia".

Poi la richiesta di un incontro con tutte le istituzioni per cercare di instaurare un dialogo per trovare una soluzione.

"La Sartiglia di Oristano siamo noi... non è un coro da stadio, è un mantra a cui crediamo intimamente. Perché siamo noi che ci svegliamo all'alba per accudire i cavalli, siamo noi che chiediamo alle nostre mogli di cucire il nastro delle rosette fino a notte fonda, siamo noi che addobbiamo a festa le scuderie, siamo noi che accogliamo gli oristanesi e i turisti a casa nostra, siamo noi che portiamo in trionfo su Componidori, siamo noi che scendiamo a galoppo sfrenato, siamo noi che, senza senno, ci mettiamo in piedi sulle selle in via Mazzini, siamo noi la sartiglia di Oristano" ripete Nonnis a nome di tutti i cavalieri.

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