CULTURA

la storia delle città

Monumenti Aperti a Sassari: il tema è "Radici al futuro"

Visitabili anche l'ex Manicomio di Rizzeddu e il Padiglione Tavolara
l esterno del padiglione tavolara (archivio l unione sarda)
L'esterno del Padiglione Tavolara (Archivio L'Unione Sarda)

Palazzi storici, siti archeologici, chiese e luoghi d'arte: la due giorni di Monumenti Aperti consente di scoprire o riscoprire la storia della città, grazie all'opera dei volontari, con la partecipazione degli studenti delle scuole cittadine a fare da Ciceroni.

Il 5 e 6 maggio Sassari celebra la sua quindicesima edizione di un evento regionale nato 23 anni fa e che ha vinto il Premio dell'Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2018.

Il titolo-tema scelto quest'anno è "Radici al futuro". Sono ben 41 i siti visitabili dalle 17 alle 21 di sabato 5 maggio e dalle 10 alle 21 di domenica 6 maggio. Sono stati suddivisi in quattro macro aree: Nel cuore del centro storico, Dentro le mura, Oltre le mura e Città e territorio, tra storia e natura.

"Ci auguriamo di arrivare a 40mila presenze" ha detto il sindaco Nicola Sanna, ricordando che l'anno scorso sono stati 38mila i visitatori. Tra le novità più attese l'apertura dell'ex Ospedale Psichiatrico di Rizzeddu. Il cosiddetto Manicomio realizzato in un'area di sette ettari e inaugurato nel 1904. Negli anni Cinquanta e Sessanta arrivò ad ospitare oltre mille "pazienti". Venne chiuso nel 1998 in seguito agli effetti della Legge Basaglia e comunque col tempo l'area si è ridotta a favore di licei e del palazzo Inps. Oggi ospita alcuni servizi sanitari come le vaccinazioni e un parco con percorso di salute. Resta il padiglione maschile a ricordo del passato.

L'altra novità è la possibilità di visitare il Padiglione Tavolara, gloriosa struttura che sorge nei Giardini Pubblici, restaurato negli ultimi anni, però non ancora aperto in maniera continuativa, se non per "inaugurazioni" o qualche evento. Costruito nel 1956 su progetto dell'architetto Badas deve il suo nome alle sculture e bassorilievi realizzati da Eugenio Tavolara. Ha ospitato l'Istituto sardo organizzazione lavoro artigianale (ISOLA), che grazie anche alla Biennale dell'Artigianato fece conoscere in tutto il mondo l'arte e la tradizione sarde.

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