Una delle principali fucine della cultura nel panorama sardo, che torna a condividere gli spazi con il pubblico con nuove proposte: a feste concluse, la Fondazione Giuseppe Siotto inaugura il 2026 a Cagliari con la seconda edizione di Arcipelago Mediterraneo, alla Galleria di via dei Genovesi 114 da giovedì 15 a domenica 18 tra arti visive, presentazioni e incontri. Un'iniziativa curata da Alice Deledda, che invita i partecipanti a domandarsi il reale significato del Mediterraneo, allegoria di unione e separazione in una storia di migrazioni, conflitti e soprattutto contaminazioni. 

Le porte della Fondazione apriranno alle 18 di giovedì per il primo appuntamento, con la mostra "Multipli/City" dell'artista turca (ma residente dal 2017 nell'Isola) Şiir Özbilge. Nota anche con il nome d'arte di Kaostantinist, Özbilge si forma alla Boshoprus University di Istanbul – città verso cui resta profondamente legata – vivendo e lavorando tra Spagna, Austria, Belgio e California nei decenni successivi. L'artista è una delle coraggiose voci critiche dell'attuale corso politico in madrepatria, in un impegno artistico testimoniato in collezioni private internazionali e mostre collettive e personali: "Multipli/City" è la più recente di queste ultime, con un focus sulle opere di Özbilge dedicate alle città in cui ha vissuto e alle memorie ad esse collegate, pubbliche o private che siano, divise in quattro atti come nel teatro. Nella curatela congiunta di Carolina Floris, Caterina GhisuMonica Grossi, la mostra resterà visitabile fino al primo febbraio, dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 20

Si proseguirà venerdì dalle 18:30 con l'incontro "Isole, carceri, esili tra Sardegna e Mediterraneo", nel confronto tra Anthony Santilli e Walter Falgio a partire dal testo "Frammenti Insulari". Direttore del Museo di Ventotene e responsabile del Centro di ricerca sul confino politico il primo, storico e giornalista il secondo, insieme dialogheranno sul tema dell'insularità nella dimensione di confinamento e controllo, elaborando sul rapporto tra potere, territorio e marginalità dal passato a oggi. Domenica 18 per la stessa ora, la presentazione del terzo numero della Rivista Aristana su culture e architetture mediterranee, dal titolo "Ars Publica in Re Publica": una chiusura a cui interverranno studiosi e professionisti del settore, in una riflessione sul ruolo dell'arte nella costruzione degli spazi pubblici. 

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