CULTURA

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Siapiccia, polemica sul restauro della chiesetta campestre della Madonna del Rimedio

L'intonaco esterno non convince tutti. "Non è un capriccio estetico - la difesa del sindaco - ma un atto preventivo-conservativo"
i lavori (foto l unione sarda pala)
I lavori (foto L'Unione Sarda - Pala)

Un restauro iniziato lo scorso dicembre e un intonaco esterno che non piace a tutti.

Questo è quanto sta accadendo per la chiesetta campestre intitolata alla Madonna del Rimedio a Siapiccia, punto di riferimento per i cittadini del piccolo paese. I lavori hanno inizio lo scorso dicembre, grazie ad un finanziamento regionale di 60mila euro.

Dopo i primi interventi, il Direttore dei Lavori, l'architetto Roberto Virdis, ha ritenuto di dover modificare il progetto originario di restauro, volta a tutelare l'intera struttura. "Noi abbiamo detto al direttore dei lavori - commenta il sindaco Raimondo Deidda - di procedere come ritiene opportuno".

Una modifica che prevede la variante dell'intonaco esterno conservativo, modalità che non trova d'accordo parte della cittadinanza, interventi alla veletta campanaria, alla copertura, la rimozione di giunti in cemento e la pulitura di intonaci cementizi già presenti. Nuovi interventi che, prima di essere messi in atto, dovranno passare sotto l'occhio della Soprintendenza, che prenderà la decisione finale su come intervenire.

"Siamo consapevoli - prosegue il sindaco - che la decisione del'intonaco sarebbe stata impopolare, però noi pensiamo solo alla tutela del bene. L'intonaco esterno, se la Soprintendenza conferma la proposta cautelativa dell'architetto da noi approvata, sarebbe un atto preventivo-conservativo, non un capriccio estetico". Su questa decisione non sembra essere d'accordo parte della cittadinanza che ha organizzato una petizione contro l'intonaco nell'esterno della chiesetta.

"Capisco benissimo - chiude il sindaco - le paure e le preoccupazioni dei cittadini; tutti hanno conosciuto, come noi d'altronde, la chiesetta con la pietra a vista, ma lavoriamo per conservare la chiesetta più a lungo possibile e coerentemente con le sue caratteristiche storico-architettoniche, secondo le direttive imposte dalla sopraintendenza".

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