CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Droga e armi tra l'Isola e l'Emilia, patteggiano 8 componenti della banda

nel riquadro giovanni antonio mereu ritenuto il capo della banda
Nel riquadro, Giovanni Antonio Mereu, ritenuto il "capo" della banda

In otto hanno patteggiato pene che vanno dai 4 anni ai tre mesi di reclusione, mentre altri 18 hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato.

In quindici, invece, sono stati rinviati a giudizio e dovranno comparire davanti al Tribunale di Nuoro per l'inizio del processo a partire dal 15 maggio.

Sono le decisioni del Gup Alessandra Angioni al termine dell'udienza preliminare del processo alla banda di 41 persone, in parte trapiantata in Emilia ma con "attività prevalenti, membri e basi logistiche a Orgosolo", sgominata nel marzo 2017 dalla Dda di Cagliari e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Nuoro.

Un gruppo che, secondo il procuratore aggiunto Gilberto Ganassi che ha coordinato l'inchiesta, avrebbe trafficato in droga e armi tra la Sardegna e l'Emilia, arrivando a ipotizzare anche il furto della salma dell'ingegnere Enzo Ferrari dal cimitero di Modena.

Il "capo indiscusso" del gruppo sarebbe Giovanni Antonio Mereu, noto come "Caddina", che ha optato per il rito abbreviato.

Il 17 maggio, invece, il processo proseguirà in abbreviato per i 18 imputati che hanno ottenuto il rito alternativo, in qualche caso condizionato, sempre davanti al Gup Angioni.

Francesco Pinna

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