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Fumetti

Quando Topolino passeggiava per Cagliari

Mickey Mouse e le tappe in Sardegna
topolino gusta un drink al bastione di santa croce
Topolino gusta un drink al bastione di Santa Croce

Il sole che tramonta sul mare, la Torre dell'Elefante, affiancata (in maniera decisamente azzardata, va detto) alla Cattedrale; ancora, forse, il bastione del Balice e la chiesa di Sant'Anna. E lui, seduto in una sedia sdraio, con un drink in mano che si gode il panorama e, senza alcuna esitazione, sospira: "Indiana aveva ragione! Lorenzo vive in una città davvero molto bella". Niente di strano, tutto sommato: in fondo, tante persone che capitano per la prima volta in città fanno le stesse riflessioni. Soltanto che, in questo caso, a mostrare grande apprezzamento per Cagliari è Topolino. Già proprio quel Mickey Mouse nato dalla fantasia e dalla matita di Walt Disney.

Quell'immagine è una delle tavole del fumetto "Indiana Pipps e l'energia dei giganti", pubblicato il 18 dicembre 2012 nel numero 2.977 di Topolino: un'avventura curiosa, particolare, di cui è protagonista l'Indiana Jones disneyano, Indiana Pipps, un cugino di Pippo che vive Amazzonia, insieme al giaguaro Poldo e all'anaconda Bill. Invitato a Topolinia, conosce Topolino con il quale condivide alcune avventure. Compresa, appunto, quella che porta a Cagliari.

In realtà, non ci si può stupire particolarmente della presenza di Topolino in Sardegna: la vicenda è stata scritta e disegnata da due talenti sardi, lo sceneggiatore Giorgio Figus e il disegnatore Luca Usai. Soltanto due tra i tanti sardi che hanno avuto a che fare con il topo più famoso del mondo.

Quella del 2012 è soltanto l'ultima sortita sarda di Topolino. Nel 1988, lo stesso esploratore è protagonista della storia "Indiana Pipps e la valle della memoria perduta", pubblicata nel numero 2.203 del 17 febbraio (l'unica apparizione del "bonelliano" Bepi Vigna su Topolino, in questo caso insieme a Silvio Camboni curatore dei disegni). Anche in questa avventura, la vicenda si sviluppa all'interno dell'Isola (in particolare, nell'immaginaria gola di Guggurruppu e nell'altrettanto immaginario paese barbaricino o ogliastrino Brunculungupuntu). Ma Cagliari appare ugualmente: nel finale una protagonista secondaria, la fotografa e reporter Kay Calvin, decide di recarsi nella "città più vicina". E, guardando la vignetta che raffigura la città, qualche dubbio viene: certo, le strade particolarmente trafficate non sembrano quelle di Cagliari. E, tutto sommato, neanche quei palazzoni che circondano le arterie stradali. Ma quel promontorio a forma di sella, be', sembra decisamente un richiamo di Cagliari. Ed è proprio in questa misteriosa città che, alla fine, i protagonisti si ritrovano. Compreso quel Topolino che davvero sembra avere un debole per la Sardegna: per partecipare a questa avventura, è stato costretto a litigare con l'eterna fidanzata Minnie che, invece, l'avrebbe voluto trattenere a Topolinia.

E, a proposito di donne (e di Cagliari), merita una citazione anche il numero 1.349, pubblicato il 4 ottobre 1981: in copertina ci sono Topolino e Minnie che indossano abiti tradizionali sardi. E, con un fumetto, annunciano una rubrica presente all'interno dell'albo, "A spasso per Cagliari". Ma perché a proposito di donne? Perché quel numero raccoglie una storia che, in qualche modo, testimonia il cambiamento dei tempi. Il fatto che, in quegli anni, nonostante le battaglie femministe, il corpo delle donne rappresentasse ancora un oggetto da vendere. Nella storia "Zio Paperone e il veleno di Mitridate", il miliardario ingaggia una battaglia con il rivale di sempre, Rockerduck: in questo caso, c'è da conquistare il pubblico televisivo (in fondo, sono proprio gli anni in cui Mediaset lancia l'offensiva contro la Rai). Una battaglia per l'audience che viene combattuta con tutte le armi. A un certo punto, Rockerduck ha l'idea "geniale" per conquistare il pubblico maschile. "E le annunciatrici?", gli chiede il suo interlocutore. "Le recluterò", risponde Rockerduck, "tra le partecipanti a Miss Universo! Appariranno sul video in costume da bagno". Una tavola che, ovviamente, oggi provocherebbe, a ragione, enormi polemiche. In fondo, la fotografia del cambiamento dei tempi: quarant'anni fa, quella vignetta non aveva scandalizzato nessuno.

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