Il 2026 del calcio a 5 sardo è iniziato con le spettacolari final four della Coppa Italia regionale di C1 maschile e C femminile. Sei partite, quattro semifinali e due finali che sotto l’Epifania hanno assegnato i primi due trofei della stagione. A trionfare sono state la Fanni Futsal Sassari nel maschile e il Quartu nel femminile al termine di una tre giorni che ha entusiasmato i tanti appassionati presenti nelle tribune del PalaBeethoven.

L’evento, organizzato dal comitato regionale della Figc insieme alla delegazione calcio a 5, ha confermato ancora una volta quanto sia entusiasmante il futsal e quanto la disciplina stia continuando a crescere in Sardegna.

Non è più il “calcetto”, come veniva definito una volta e come ogni tanto qualcuno lo chiama ancora in modo dispregiativo. Tra gli ultimi a farlo l’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, che per criticare il gioco del tanto decantato Como di Cesc Fabregas si è lanciato in un parallelismo tra i due sport con tante imprecisioni.

«Il portiere del Como contro l’Inter ha avuto il pallone tra i piedi 51 volte. Questo non piace alla gente. Il calcio è giocare in avanti. Capisco che il passaggio all’indietro al portiere sviluppa possesso palla, ma così che razza di possesso palla è. È un qualcosa che non piace al pubblico. Il pubblico vuol vedere i contrasti, vuol vedere i dribbling, vuol vedere il gioco in avanti. Altrimenti il rischio, al di là delle delle singole squadre, è quello che diventi un calcio brutto. Che è molto più simile al calcetto. Il calcetto è bello da da giocare a volte, ma è molto brutto da vedere», la dichiarazione completa dell’allenatore della Roma.

Che sia brutto da vedere è opinabile, ma forse bisognerebbe dirlo a tutti gli appassionati che ogni sabato riempiono i palazzetti in Sardegna, compreso il PalaBeethoven per le final four di Coppa Italia.

In secondo luogo Gasperini, che lavora per l’unica società in Italia ad avere contemporaneamente una squadra in Serie A di calcio e una in Serie A di calcio a 5 maschile, dovrebbe sapere che nel futsal, o “calcetto” come lo chiama lui, il passaggio continuo al portiere è una cosa non si può proprio fare. Lo vieta il regolamento. Proprio per evitare un vantaggio eccessivo nel giro palla, infatti, l’estremo difensore di una squadra di calcio a 5 può gestire il pallone nella propria metà campo solamente una volta per azione. Lo può riprendere solo dopo un tocco avversario o se la sfera esce fuori dal rettangolo di gioco. Inoltre ha solamente quattro secondi per gestire il possesso, anche con i piedi, evitando così le perdite di tempo di cui invece si lamenta Gasperini.

L’unica situazione in cui il portiere è libero di toccare il pallone più volte è quando supera il centrocampo, per esempio con portiere di movimento, che consente sì di avere una superiorità in attacco, ma lasciando la porta vuota. Difficile, se non impossibile vederlo in un campo di calcio, anche se le vie della tattica sono infinite. Limitare i tocchi del portiere e i secondi con cui può gestire il pallone anche con i piedi può essere invece un’idea per venire incontro alle richieste di Gasperini. Ma se si passa continuamente il pallone all’indietro al portiere per guadagnare tempo e secondi, il calcio diventa tutto fuorché calcio a 5 o “calcetto”.

Per gli spazi ristretti, poi, il futsal è uno sport estremamente verticale. In cui si vedono tanti contrasti e dribbling, tanti uno contro uno che piacciono al pubblico e a Gasperini. Lo ha confermato anche la final four di Quartu. In campo si è visto il massimo livello regionale della disciplina. La Fanni Sassari ha vinto nel maschile, superando due insidiose lotterie dei rigori. Prima contro l’Atletico Sestu in semifinale. Poi contro la Villacidrese, sulla carta la favorita per quanto mostrato in campionato dov’è prima in classifica. I sassaresi erano andati avanti sul 2-0 e poi sul 3-1, ma hanno subito il gol del pari a soli 25 secondi dalla sirena. Anche ai supplementari, va avanti prima la Fanni. Poi il 4-4 della Villacidrese che manda la sfida ai tiri di rigore, decisa dall’ultimo penalty di Feliciano.

Nel femminile, è stata meno combattuta ma non per questo meno spettacolare la finale che ha visto prevalere il Quartu per 3-0 sul Decimoptuzu, confermando ciò che si era visto nella prima parte di stagione. Gli ultimi rinforzi arrivati dall’Athena Sassari (Lorrai e Saraniti) sono stati poi subito decisivi per la vittoria del trofeo.

Dopo la Coppa Italia, ora la scena se la prenderanno nuovamente i campionati di uno sport bello da giocare, ma anche da guardare. Nonostante le accuse di Gasperini.

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