Jordan, non solo scarpe da basket
Sotheby’s batte la collezione delle sei Nike firmate dal Mito: all’asta per 8 milioni di dollari le Air indossate da MJPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Jordan. Ci sono leggende che hanno sembianze umane, per dire il vero lui – Michael Jeffrey Jordan – quando giocava a basket di umano aveva ben poco. Senza dubbio, al di là di numeri, antipatie, campanili, il più grande. Durante e dopo il campo, sinonimo di grandezza, solidità, carattere, dedizione. E senso degli affari. Una venerazione planetaria per questo ex ragazzo dalle mani d’oro, tanto che Sotheby’s, una delle maggiori case d’asta del pianeta, aveva battuto – e venduto - la "Dynasty Collection" di Jordan, il set di sei paia di scarpe Air Jordan indossate dal cestista nelle partite decisive dei suoi sei titoli NBA (1991-1993 e 1996-1998). Per una cifra che è stata resa nota, 8 milioni di dollari, a un acquirente sconosciuto, un record per questa collezione unica e irripetibile di memorabilia sportive, con scarpe autografate e certificate.
Se siamo qui a parlare di un signore di sessantadue anni e mezzo, nato a New York il 17 febbraio 1963 al Cumberland Hospital di Brooklyn, che Wikipedia definisce “imprenditore”, (alla faccia degli imprenditori), è perché il suo cognome è impresso sulle scarpe che probabilmente vostro figlio, o voi che leggete, amici e parenti compresi, avete a casa. Probabilmente in qualsiasi parte del mondo, dall’India all’Ogliastra, passando per ognuno dei continenti. Le scarpe sono Nike, la multinazionale delle calzature sportive che nel 1984 ebbe la folgorante idea di mettere sotto contratto il ventunenne Jordan, superstar del basket universitario e pronto a sbarcare da North Carolina ai Chicago Bulls, nello sfavillante pianeta della Nba.
Sul campo, con tutti i modelli di Nike Air Jordan che Michael sfoggiò nei quattordici anni di permanenza a Chicago, andò discretamente: sei campionati NBA, sei titoli di miglior giocatore delle finali, cinque titoli di miglior giocatore del campionato, due medaglie d’oro olimpiche, la considerazione planetaria del più grande atleta di sempre.
Fuori, il primo dato è sensazionale: nel primo anno di “legame” fra la Nike e Jordan, con i primi modelli da basket immessi sul mercato, l’azienda americana – specializzata fino a quel momento nelle scarpe da atletica – puntava a fatturare almeno 4 milioni di dollari, il mercato rispose con 70 milioni di dollari in due mesi e 146 milioni in un anno (ben oltre i 4 milioni previsti), cambiando per sempre il mercato delle sneakers e l'industria dello sport. Erano le Air Jordan 1, con “Air” – coniato dal suo agente David Falk - che divenne il soprannome di Michael per la sua capacità di restare in aria più degli altri. L’accordo con Jordan, benedetto dai suoi genitori che lo convinsero a non accettare le proposte della Adidas, ha contribuito a fare di Nike come la più grande azienda di sneaker al mondo. La prima di una serie di sponsorizzazioni con altri grandi personaggi dello sport, ma fino a oggi nessuno ha raggiunto o superato Jordan, divenuto il primo giocatore NBA a raggiungere un patrimonio netto di un miliardo di dollari.
La collezione
Sotheby's a Londra ha battuto la Dynasty Collection, un set di sei scarpe Air Jordan, ciascuna indossata da Michael Jordan nelle partite decisive dei suoi sei campionati NBA vinti. Il set è composto dalle Air Jordan VI (1991), Air Jordan VII (1992), Air Jordan VIII (1993), Air Jordan XI (1996), Air Jordan XII (1997) e Air Jordan XIV (1998).
Primo titolo: Chicago Bulls-Los Angeles Lakers
È il 1991, nella prima apparizione di Jordan alle finali NBA i Bulls si scontrano con Magic Johnson e i Lakers. Il 12 giugno 1991, i Chicago Bulls conquistano il primo titolo a Los Angeles vincendo 108-101 Gara 5 sui Lakers. Jordan segna 30 punti e indossa le Air Jordan VI.
Secondo titolo: Chicago Bulls-Portland TB
I Bulls, campioni in carica, torna alle finali NBA e affrontarono Clyde Drexler e i Portland Trail Blazers. Il 14 giugno 1992 i Chicago Bulls battono i Trail Blazers per 97-93 in Gara 6 a Chicago. Jordan segnato 33 punti indossando le Air Jordan VII.
Terzo titolo: Chicago Bulls-Phoenix Suns
I Bulls affrontano i temibili Suns di Charles Barkley, la Gara 6 è il 20 giugno 1993 all'America West Arena di Phoenix, successo dei Bulls per 99-98. Jordan realizza 33 punti, ai suoi piedi le Air Jordan VIII.
Quarto titolo: Chicago Bulls-Seattle SuperSonics
Jordan si ritirò dopo il terzo titolo, nel marzo 1995 torna a giocare dopo un periodo da professionista del baseball. Nella stagione 1995-96 i Bulls si scontrano in finale con i Sonics. Gara 6 si gioca allo United Center di Chicago il 16 giugno 1996, i Bulls vincono per 87-75. MJ segna 22 punti indossando le Air Jordan XI.
Quinto titolo: Chicago Bulls-Utah Jazz
Sono le finali del “flu game”, quando Jordan gioca una straordinaria Gara5 nonostante un avvelenamento da pizza contaminata, scambiato dai media per una banale influenza. I Bulls affrontano gli Utah Jazz e il 13 giugno 1997 battono gli Utah Jazz per 90-86 a Chicago. In un un'altra memorabile prestazione, Jordan realizza 39 punti, indossando le Air Jordan XII.
Sesto titolo: Chicago Bulls-Utah Jazz
L’ultima stagione, quella 1997-98, di Jordan con i Chicago Bulls. Il 14 giugno 1998 al Delta Center di Salt Lake City, nella partita più seguita nella storia della NBA, Jordan segna 45 punti, ultimo decisivo tiro compreso, e i Bulls vincono 86-85. Le sue scarpe sono le Air Jordan XIV.
The Last Dance
Jordan è il protagonista di “The Last Dance”, la serie di Netflix che racconta la saga dei Bulls minuto per minuto, una delle più viste di sempre di Netflix. In tanti, cestisti e non solo, da Bryant a Federer, da Tiger Woods a LeBron James, hanno inseguito il Mito, alcuni sono ancora in campo, ma nessuno è riuscito nell’impresa di catturare l'attenzione mediatica planetaria come Michael Jordan. Air non è solo un simbolo, una scarpa, una sneaker popolare, è un modo di essere. Da una parte all’altra del mondo. Ieri, oggi, forse anche domani
