Scattata la corsa ai saldi estivi: diritti, doveri e previsioni
Per Confcommercio il giro d’affari in Italia sarà di 3,2 miliardi di euro, in Sardegna sfonderà il tetto di 27 milioni. Ecco le cinque regole da rispettare.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
E’ scattata da qualche giorno (e dureranno due mesi) in Italia la corsa al capo di abbigliamento e non mancano le previsioni sul monte acquisti per le famiglie ma anche i consigli utili per i consumatori. Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio nazionale, quest’anno la spesa media per famiglia destinata all’acquisto di capi scontati sarà pari a 201 euro (91 euro pro capite), per un valore complessivo a livello Paese di 3,2 miliardi di euro.
<Con l'avvio dei saldi estivi si conferma alto l'interesse dei consumatori per un appuntamento che rappresenta una grande opportunità per scegliere con più attenzione, trovare capi di qualità a prezzi vantaggiosi e dare valore ai propri acquisti - dice il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni - I saldi sono sicuramente un momento di convenienza, ma anche un invito a comprare meglio: meno prodotti usa e getta, più consapevolezza, più durata. Acquistare nei negozi di moda significa poter contare su assortimento, consulenza e trasparenza, oltre che sostenere le imprese di prossimità e il tessuto economico dei nostri territori. È un modo per unire risparmio, stile e responsabilità, premiando un modello di consumo più attento e sostenibile>.
Giro d’affari nell’Isola
La spesa stimata per una famiglia di due persone è di 161 euro, in aumento rispetto ai 157 del 2025, secondo Confcommercio Sud Sardegna, che quantifica in 27,6 milioni di euro il giro d'affari atteso, superiore ai 26,5 dello scorso anno. Le famiglie nel Sud Sardegna che acquisteranno approfittando degli sconti saranno circa 171mila. La spesa pro capite, invece, sarà di 78 euro, a fronte dei 75 dell'estate passata.
<I dati sono simili allo scorso anno, in leggera crescita anche se le transazioni online sfuggono alle stime – sottolinea il direttore di Confcommercio Sud Sardegna, Giuseppe Scura - Grazie all'inflazione che ha invertito la rotta, attestandosi al 3% su base annua, è lievemente aumentato il potere d'acquisto e quindi prevediamo che la stagione dei saldi estivi possa riscontrare maggiore successo rispetto agli ultimi anni precedenti>.
La Confcommercio di Oristano invece prevede una spesa di 170 euro a famiglia, inferiore a quella media nazionale che sarà di 201 euro, pari a 91 euro a persona. <Anche quest’anno i saldi rappresentano per i negozi di moda della provincia di Oristano un’occasione importante per intercettare l’attenzione dei consumatori, in un contesto economico in cui il potere d’acquisto delle famiglie sarde resta inferiore alla media nazionale - afferma Renzo Mereu, presidente di Federmoda Oristano - Confidiamo che i cittadini e i visitatori sappiano trasformare questo appuntamento in un momento dal valore aggiunto - puntando sulla qualità della consulenza che i professionisti del settore sanno dare privilegiando le attività di vicinato>.
I consigli
Cinque i consigli utili secondo Confcommercio Oristano che valgono per commercianti e acquirente. Il primo riguarda i cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo l’acquisto è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. <In tal caso scatta l’obbligo di riparazione o sostituzione e, se ciò non è possibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore deve denunciare il vizio entro due mesi dalla scoperta del difetto. Negli acquisti online, a differenza dei negozi fisici, è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento, a prescindere dall’esistenza di un vizio>, precisano da Confcommercio.
Non esiste obbligo invece per la prova dei capi che è rimessa alla discrezionalità del negoziante. Obbligo che invece esiste per i pagamenti con le carte di credito che non solo devono essere accettate dal negoziante ma vanno anche favoriti i pagamenti cashless.
Ancora, i prodotti in vendita e proposti in saldo <devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo>, precisano da Confcommercio. Infine è obbligatorio l’indicazione del prezzo: quello normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
