Da quasi vent'anni si rinnova un appuntamento che non ha eguali nell’Isola: il festival "In Progress...One", interamente dedicato al rock progressivo e alle sue contaminazioni con jazz, musica classica ed elettronica, ormai è considerato dagli appassionati del genere come l'unica roccaforte sarda capace di richiamare, ogni anno, alcuni tra i nomi prestigiosi della scena nazionale e internazionale.

La manifestazione è stata ideata e organizzata a Sestu dall'associazione culturale Mediteuropa, che ne cura anche la direzione artistica con Pierpaolo Meloni. Le edizioni si susseguono con cadenza annuale, sin dal 2008, con decine di concerti serali in cui e un calendario sempre ricchissimo per ogni edizione. Il cartellone ha intrecciato nel tempo grandi nomi della storia del prog italiano e internazionale con realtà più giovani e sperimentali. Nel 2019, edizione che celebrava i cinquant'anni del genere, sul palco di Sestu sono saliti il leggendario Banco del Mutuo Soccorso, gli Area Open Project guidati dallo storico tastierista Patrizio Fariselli, i torinesi Arti & Mestieri e la Paolo Ricca Band, affiancata dall'ex violinista dei King Crimson David Cross. Due anni più tardi, nell'edizione 2021 dedicata al tema "Il suono delle radici", il festival ha ospitato il chitarrista statunitense Ralph Towner, il Lautaro Acosta Trio e la storica Reale Accademia della Musica, accompagnando i concerti serali con degustazioni mattutine di vini dedicati a Yes, Genesis e King Crimson. Già dalle prime edizioni, però, il festival aveva fatto parlare di sé con un crescnedo di ospiti: dal Banco del Mutuo Soccorso (con lo scomparso Francesco Di Giacomo), ai Van der Graaf Generator, Osanna, New Trolls, l'ex Marillion Fish, Aldo Tagliapietra delle Orme, Claudio Simonetti dei Goblin, e gli italiani Arti e Mestieri. 

Il successo della rassegna si misura nella sua capacità di crescita costante: da evento di nicchia legato agli appassionati sardi del genere, "In Progress...One" è diventato un riferimento riconosciuto anche a livello nazionale, capace di attirare a Sestu artisti di calibro internazionale e di mantenere stabile, negli anni, il sostegno di enti regionali e locali.

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