Il primo fu Pasquale Granata di Villanova Monteleone nel 1951, poi è arrivato “Aceto”, l’imperatore di Piazza del Campo, fino al dominio di Giovanni Atzeni nei giorni nostri
Bottiglie, lattine e bicchieri abbandonati a pochi centimetri dai cestini: «Basterebbe un gesto semplice e civile. Ma il rispetto per la città si impara in famiglia»