Fabio Pisacane all’84’ ha fatto la scelta che ha segnato Cremonese-Cagliari: dentro Yael Trepy, all’esordio assoluto da professionista, e tempo quattro minuti l’attaccante classe 2006 – che era con lui nella scorsa stagione in Primavera – ha segnato il gol del pareggio valso un gran punto per chiudere il girone d’andata. «È un giocatore che conosco bene, ma voglio ricordare il lavoro del settore giovanile: gli hanno messo educazione, lavoro e basi tecniche», l’elogio. «Faccio i complimenti a tutto il club e a quelli che l’hanno allenato prima di me, è una vittoria di tutto il settore giovanile: oggi c’erano Obert, Luvumbo e tanta gente cresciuta da noi, si è scelto di intraprendere questa strada e portare avanti il progetto tecnico».

Pisacane ha anche ritrovato Davide Nicola, che non è stato solo l’allenatore del Cagliari nella passata stagione. «Io gli voglio bene, l’ho avuto compagno di squadra e ho avuto la fortuna di averlo allenatore nella sua prima esperienza», ricorda. «Sapevo di venire qua e combattere: sappiamo che le sue squadre non mollano mai. Per me era un onore affrontarlo oggi, alla luce di tutte le cose che ha fatto in carriera e di tutte le missioni che ha portato a termine».

«Sono contento dell’atteggiamento», la valutazione di Pisacane. Che poi cita la chance sprecata da Vandeputte al 95’: «L’episodio alla fine non avrebbe reso giustizia alla prestazione della squadra». Il primo tempo, però, era stato molto complicato: «Contrasti molli. Dal campo ho avuto la sensazione che la partita andasse a un ritmo che non avevamo mai messo. Kılıçsoy aveva preso una botta, Esposito era uscito col Milan con una distorsione alla caviglia: dovevamo gestirli. Con quello che avevamo preparato volevamo rimanere in bilico e portare la gara avanti, poi al momento opportuno rivedere il piano. È successo».

Per il Cagliari sono 11 i punti su 19 ottenuti da posizione di svantaggio, un dato da sottolineare. «È una base da cui ripartire: come ho sempre detto ogni squadra ha la sua storia. Non è nel nostro dna mollare, il fatto di riprendere le partite mi fa piacere però ancora di più che nel girone di ritorno manteniamo la caratteristica. Andiamo avanti, sicuramente è una base da cui ripartire».

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