I successi con il Meta Catania non bastano a portare Michele Podda nella lista finale della Nazionale. Protagonista dei due campionati consecutivi di Serie A e della Supercoppa Italiana, il giocatore era stato convocato ai raduni pre-europei, vivendo da vicino il gruppo azzurro in una fase cruciale della stagione.

Podda aveva già fatto parte della Nazionale in passato, ma questa rappresentava la prima esperienza legata a una grande competizione internazionale. Un passaggio importante nel suo percorso, vissuto con consapevolezza e attenzione a ogni dettaglio: «Ho cercato di godermi al massimo ogni istante vissuto col gruppo della Nazionale. Per me, nonostante l’ambizione, niente è scontato, specialmente vestire la maglia azzurra, quindi cerco di vivere appieno ogni secondo passato lì».

L’amarezza più grande, per il giocatore, non è legata tanto all’esclusione quanto al valore del gruppo: «Non partire con la squadra e non vivere una competizione così importante con un gruppo speciale è ciò che lascia un po’ più l’amaro in bocca. Ma non era una cosa scontata e sono felice di aver condiviso quei giorni di preparazione insieme a loro».

Nel racconto di Podda non c’è spazio per concetti di ripartenza o di stop. Il percorso, spiega, è continuo: «Non ci sono punti di arrivo e nemmeno fermate. Le costanti sono il lavoro e la voglia di migliorarsi. È la cosa più importante che ho imparato in questi anni».

Lo sguardo resta rivolto in avanti, con equilibrio e fiducia: «Perdere una competizione così prestigiosa fa male, perché non si sa mai quando arriveranno altre occasioni. Ma ho 25 anni e sono consapevole di avere ancora tanti anni davanti». Una visione lucida, che racconta molto più di una convocazione mancata.

© Riproduzione riservata