Nicolò Piano, premio man of the match: «Questa maglia per me vale tutto»
«È la prima volta che vinco l’MVP in Serie B e sinceramente non me lo aspettavo»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Certe prestazioni non si misurano solo in placcaggi o metri guadagnati, ma in identità, appartenenza e carattere. Nicolò Piano, 19 anni, è stato eletto MVP della sfida vinta dall’Amatori Rugby Capoterra contro il Rho, un riconoscimento arrivato quasi in punta di piedi, con la stessa umiltà con cui scende in campo ogni domenica.
«È la prima volta che vinco l’MVP in Serie B e sinceramente non me lo aspettavo», racconta. «Sapevo di aver giocato una buona partita, ma il premio è arrivato come una sorpresa».
Piano, impiegato domenica nel ruolo di flanker, è uno di quei giocatori duttili che ogni allenatore vorrebbe avere: «Spesso gioco anche in seconda linea. Cerco sempre di mettermi a disposizione della squadra».
La partita: buon avvio, poi sofferenza e carattere
Nel suo racconto emerge una lettura lucida della gara. «Siamo entrati bene in campo, aggressivi e concentrati, seguendo le indicazioni dei coach. Poi col passare dei minuti abbiamo perso solidità in mischia chiusa, perso qualche touche e abbiamo permesso al Rho di rientrare in partita sul 10-7 A favore nostro prima dell’intervallo».
Nel secondo tempo, però, la reazione è stata da squadra matura: «Siamo rientrati in campo con un altro atteggiamento e abbiamo subito segnato. Da lì abbiamo dovuto difendere tanto: il Rho ci ha messo pressione, soprattutto in mischia e touche, ma la nostra difesa ha retto bene e non abbiamo concesso altre mete».
Una prova di sacrificio e compattezza che racconta molto della crescita del gruppo.
Una dedica che va oltre il campo
Ma il momento più toccante dell’intervista arriva quando Nicolò parla della dedica: «Volevo dedicare la vittoria e il premio a Matteo Lai, nostro ex compagno in Serie B e nelle giovanili. È venuto a mancare quest’estate in un incidente stradale. Aveva la mia età ed era nato il giorno dopo di me. Questa partita è anche per lui».
Parole semplici, ma cariche di significato, che raccontano quanto il rugby sia soprattutto legame umano.
I ringraziamenti alla squadra e allo staff
Piano non dimentica nessuno nel suo percorso: «Ringrazio tutta la squadra, che mi ha sostenuto anche nei momenti in cui giocavo meno. In particolare voglio citare Tin Tin (Pace Juan Cruz), Antonio Ganga, Lorenzo Celembrini, Mattia Aru, Dario Oghittu, Simone Brui, Wilson Riley, Chibsa Nuhu e Filippo Balboni».
Un pensiero speciale va anche allo staff tecnico: «Grazie ai coach Marcello Garau e Gabriele Ambus per la fiducia e per avermi dato la possibilità di dimostrare il mio valore».
“È solo l’inizio”
Nonostante il premio, la mentalità resta quella giusta: «So di dover migliorare ancora tanto, soprattutto nelle fasi statiche come mischia e touche, e nel lavoro fisico. Questo riconoscimento per me rappresenta solo un punto di partenza».
Una storia di famiglia, una maglia che pesa
Il finale è forse il passaggio più potente: «Ringrazio mio zio Carlo Atzori, che mi ha cresciuto rugbisticamente dall’Under 12, e mio nonno Giovanni Atzori, che mi ha fatto innamorare di questo sport. È stato lui a fondare l’Amatori Rugby Capoterra. Per questo giocare con questa maglia per me significa qualcosa di speciale. Mi emoziona ogni volta».
E forse è proprio qui la chiave di tutto: Nicolò Piano non gioca solo per vincere partite, ma per onorare una storia. La sua. E quella di una società intera.
