Il Tavolara festeggia la vittoria del campionato e guarda avanti
Il presidente Brundu: «Ora una nuova sfida, che affronteremo con la stessa ambizione»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una stagione da incorniciare nel girone H di Seconda categoria. Chiusa con una vittoria che ha certificato la vittoria del campionato, da imbattuto, con un solo punto di vantaggio sul Golfo Aranci e la conquista della Prima categoria. Per (ri)cominciare.
Al Tavolara non si sono ancora spenti gli echi del 5-1 casalingo al Biasì e della grande festa con cui la squadra di Michele Tamponi ha archiviato domenica l’annata 25/26 che già si pensa al futuro. «Ora si apre una nuova sfida, in un livello più alto e impegnativo, che affronteremo con la stessa identità e ambizione», interviene il presidente Damiano Brundu, approdato al Tavolara dopo aver trionfato nella stessa categoria con Lauras.
«Con questa vittoria si conclude un altro capitolo importante del mio percorso da presidente: tre campionati consecutivi vinti senza subire neanche una sconfitta. Un risultato che, al di là dei numeri, racconta una filosofia precisa, fatta di lavoro quotidiano, programmazione e una mentalità che non cambia a prescindere dalla categoria o dalla società in cui si opera», sottolinea l’imprenditore calangianese, arrivato 11 mesi fa al Tavolara a dar man forte al gruppo guidato da Fulvio Guadagni.
«Non si tratta solo di vincere», aggiunge Brundu, «ma di riuscire a mantenere uno standard alto nel tempo, costruendo squadre e ambienti sempre competitivi e solidi».
La scelta delle persone giuste nei ruoli chiave, che non sono solo quelli che si ricoprono sul rettangolo di gioco, aiuta. Non un dettaglio, insomma, che il Tavolara abbia potuto contare su figure come quelle di Francesca Stangoni e Pierpaolo Pisanu, rispettivamente segretaria e direttore sportivo dei biancoverdi. «In questa società ho fatto la segretaria generale e la dirigente, due ruoli che ho portato avanti insieme per tutta la stagione», esordisce la prima. «Ho gestito la struttura, costruito e curato rapporti importanti a tutti i livelli, fatto in modo che ogni ingranaggio funzionasse senza intoppi, perché quando tutto è al suo posto fuori dal campo, la squadra può pensare solo a vincere. E questa squadra ha vinto», spiega la giovane manager gallurese. «Essere l’unica donna in un ambiente come questo ti mette sotto i riflettori in modo diverso, ma io l’ho sempre trasformata in una carica in più. Ogni giorno ho cercato di essere all’altezza del ruolo, e oggi posso dire con soddisfazione che ci sono riuscita. Questa vittoria appartiene a tutti, ma è anche una mia vittoria personale. E ne sono profondamente orgogliosa», conclude Stangoni, che non dimentica di ringraziare il presidente (“Senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile”) e tutta la squadra del Tavolara.
Infine, il diesse. Che ricorda: «Tutto è partito da una dichiarazione del presidente a luglio: vinceremo il campionato».
Pisanu ripercorre le tappe del vittorioso percorso del glorioso Tavolara, che nella sua storia calcistica, iniziata nel 1954, è arrivato a sfiorare il professionismo: «Abbiamo lavorato insieme per costruire una squadra all’altezza di quella promessa, in un girone tutt’altro che semplice: sette, otto squadre con giocatori di categoria superiore, un livello che non ho mai visto per una Seconda Categoria. Ma noi eravamo pronti e alla fine il risultato ha parlato: zero sconfitte, miglior difesa del girone, oltre cento gol segnati, numeri che parlano chiaro».
Un viaggio intenso, non privo di difficoltà. Decisamente entusiasmante. A maggior ragione per chi il Tavolara ce l’ha nel sangue. «Mio padre Raimondo Pisanu è stato una figura storica di questa società, sono nato e cresciuto qui. Un risultato del genere, in questo posto, con questa maglia, è semplicemente impagabile», dice il direttore sportivo del Tavolara, che sul futuro (per ora) preferisce non sbilanciarsi. Invitando tutti «a godersi questo momento: ce lo siamo guadagnato!».
