“Supergirl”, Milly Alcock: «Non riuscivo più a trovare lavoro, pensavo che la mia vita fosse finita a 22 anni»
Disponibile nelle sale a partire dal 25 giugno, il film segue la scia positiva del nuovo DC UniverseMillie Alcock (Ansa)
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A chiudere il mese di giugno con una generosa sferzata di adrenalina arriva un cinecomic da non sottovalutare. Disponibile nelle sale a partire dal 25 giugno, «Supergirl» segue la scia positiva del nuovo DC Universe e, in particolare, del «Superman» firmato da James Gunn, aprendo la strada alla giovane e talentuosa Milly Alcock nei panni della supereroina d’acciaio.
Diretta da Craig Gillespie, ricordato soprattutto per il premiato agli Oscar «I, Tonya», la pellicola introduce nell’universo cinematografico il personaggio di Kara Zor-El, cugina di Superman già apparsa in un breve cameo nel film di Gunn del 2025. Personaggio dal passato molto diverso rispetto all’eroe di Metropolis, Kara ha vagato nello spazio per quattordici anni su un frammento disperso di Krypton, il pianeta natale che ha visto disintegrarsi davanti ai suoi occhi. Dopo aver vissuto in un angolo sperduto della galassia, ancora provata dalla perdita dei suoi cari, incontrerà proprio durante i festeggiamenti per il suo ventitreesimo compleanno Ruthye, una giovane determinata a vendicare la morte di suo padre, ucciso per mano dell’efferato Krem. Aiutando la nuova compagna di viaggio, Kara darà il via agli eventi che la porteranno sul pianeta Terra, dove si unirà alla schiera dei protettori dell’umanità.
Ricordata per aver interpretato in passato il ruolo della giovane Rhaenyra Targaryen nella serie «House of the Dragon», Alcock ha riconosciuto, in un’intervista a Vanity Fair, quanto l’esperienza televisiva sia stata determinante per imparare a gestire la popolarità internazionale: «Mi ha decisamente fatta diventare consapevole che solo esistere come donna in quello spazio è qualcosa che le persone commentano. Ci siamo davvero abituate ad avere questo strano possesso del corpo delle donne. Non posso realmente impedirlo. Posso solo essere me stessa».
Anche dopo una gestazione di «Supergirl» piuttosto travagliata, che ha richiesto diverse proiezioni di prova e rimaneggiamenti in corso d’opera, Alcock tiene ad assumersi la giusta dose di responsabilità. Ha dichiarato in proposito: «Certo che ho paura. Certo che voglio che la gente apprezzi me e il film. Ma in fin dei conti, non dipende da me». E, sulla scelta di giocarsi il provino per «Supergirl», ha rivelato: «Non riuscivo più a trovare lavoro ed ero terrorizzata all'idea che la mia vita fosse finita a 22 anni. Ovviamente, non era così. Ma quando ho saputo del provino per Supergirl, mi sono forzata a farlo».
Per quanto sia stato fortificante il lavoro svolto sul set di «House of the Dragon», Alcock sa bene che non sarà facile gestire l’inevitabile malcontento online, alludendo soprattutto alle comunità di haters che da troppo tempo insistono nell’intasare i social con commenti distruttivi. Il tema è stato trattato più ampiamente nella sua ultima intervista a Variety, nella quale ha raccontato innanzitutto come si sia svolto il suo provino nel 2024: «Mi avevano vestita con una maglia blu e una gonna rossa. Continuavo a chiedermi: "Che cosa sto facendo?"». Al di là delle incertezze, fu il produttore Peter Safran a tranquillizzare Alcock sull’esito dell’audizione, sicuro, insieme a tutto lo staff, di aver finalmente trovato la «Supergirl» perfetta. Ha affermato il co-responsabile dei DC Studios in proposito: «Tutti avevano le lacrime agli occhi. Avevamo capito subito che era lei».
A permetterle di entrare più in profondità nel ruolo è stato anche il background del personaggio, a detta di Alcock molto vicino, sotto certi aspetti, a quanto affrontato direttamente nella propria vita: «Era una persona in guerra con sé stessa. E credo sia una sensazione molto universale, soprattutto per le donne. La mia esperienza personale assomigliava a quella di Kara: nascondersi, scappare, fingere che certe cose non stiano succedendo. Ma prima o poi devi affrontarle se vuoi guarire».
Questa similarità con «Supergirl», pertanto, si è rivelata decisiva nel convincere Alcock ad accettare la parte: «Mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: “Chi sono io per rifiutare un'opportunità del genere?”. Ho una sola vita. Perché non provarci?». Tornando infine sul tema dei commenti tossici online, l’attrice ha affermato con carattere: «Molti di quelli che scrivono hanno profili senza foto oppure si presentano come papà di quattro figli o cristiano. Alla fine, devi chiederti di chi davvero ti interessa l'opinione. Se stai facendo arrabbiare le persone giuste, probabilmente stai facendo qualcosa di buono».
