Continuano a vele spiegate i lavori sul prossimo “Harry Potter”, la serie evento tratta dall’universo fantasy della scrittrice J.K. Rowling che, avvalendosi dell’esperienza di un’emittente televisiva come HBO, punta a bissare i risultati della storica versione cinematografica targata Warner Bros. Con un cast interamente ripensato per l’occasione e una progettualità che intende adattare, per ciascuna stagione televisiva, l’equivalente di un libro della saga, lo show si prepara a debuttare, in esclusiva sul servizio MAX, il prossimo 25 dicembre, mentre si avvia intanto alle fasi conclusive dello sviluppo e alla gestione dei consueti incidenti di percorso.

Con a capo la showrunner Francesca Gardiner, cui dobbiamo anche l’eccezionale “Succession”, e il regista Mark Mylod, chiamato a dirigere i primi due episodi oltre a ricoprire il ruolo di produttore esecutivo, “Harry Potter” vedrà tra i suoi protagonisti gli esordienti Dominic McLaughlin, nei panni di Harry, Alastair Stout, in quelli di Ron Weasley e Arabella Stanton, nel ruolo di Hermione Granger. Accanto a loro figureranno anche interpreti di grande spessore come John Lithgow nel ruolo di Albus Silente, Paapa Essiedu in quello di Severus Piton, Nick Frost in quello di Rubeus Hagrid e Janet McTeer in quello di Minerva McGranitt.

L’enorme portata della produzione e il coinvolgimento sul set di centinaia di bambini hanno addirittura convinto HBO a realizzare una scuola pensata appositamente per accogliere i giovani interpreti nel corso dei prossimi 8-10 anni, trasmettendo quasi la sensazione che realtà e fiction posano coesistere nello stesso spazio. Secondo quanto riportato dalla BBC, la struttura troverà luogo presso i Warner Bros. Studios Leavesden, quartiere generale della produzione, con un progetto sostenuto dal Three Rivers District Council. La scuola sarà in grado di accogliere, nei giorni più affollati, oltre seicento allievi, ospitandone invece centocinquanta nei periodi regolari. Le lezioni, inoltre, si svolgeranno tra le 5:30 del mattino e le 20:30, permettendo agli attori di accedere ai corsi anche quando sono previste riprese notturne o scene in esterna.

Nel frattempo, tuttavia, la magia che si respira sul set non sembra essere soltanto positiva. Stando alle ultime informazioni del The Sun, pare che i luoghi delle riprese siano stati colpiti da una lunga serie di furti, lasciando la troupe sprovvista di scope magiche e altri oggetti scenografici. Ciò avrebbe obbligato la produzione a intervenire con misure drastiche, minacciando i presenti di licenziamenti in tronco e inserendo appositi microchip nell’attrezzeria di scena per scoraggiare ulteriori episodi di questo tipo.

Come se non bastasse, continuano a susseguirsi le reazioni tossiche di una parte della fanbase, soprattutto quando si tratta di eventuali cambiamenti stilistici o di presunte incongruenze rispetto ai contenuti originali. Un caso di questo tipo ha riguardato l’annuncio della casting call, pubblicato da Lucy Bevan, per la ricerca dell’interprete di Ginny Weasley, personaggio che farà il suo debutto nella seconda stagione. Ad attirare l’attenzione dei lettori, tuttavia, non sembrano essere stati i particolari richiesti per il profilo, quanto piuttosto un’immagine raffigurante lo stemma di Hogwarts con un’estetica molto diversa rispetto al passato.

In breve tempo, le polemiche hanno dominato il social X, con un utente che ha scritto: “È semplicemente orribile. Il nuovo logo di Hogwarts e le nuove divise sono un disastro. Ormai non si capisce nemmeno quale uniforme appartenga a ciascuna Casa”. Un altro, invece, si sarebbe sentito tradito dalla promessa mancata di fedeltà ai libri, commentando: “Avrebbero potuto usare direttamente lo stemma dei libri. Non avevano detto che la serie sarebbe stata più fedele dei film?”.

Non meno apprensione hanno suscitato le dichiarazioni del direttore della fotografia Adriano Goldman, che avrebbe definito “brutali” le condizioni di lavoro dei giovani attori, dovute soprattutto alle rigide limitazioni imposte dagli orari d lavoro. In un’intervista concessa ad Andre Pilli, ha affermato a riguardo: “Bisogna girare molto velocemente e, più vai veloce, più comprometti la qualità. Non c'è modo di evitarlo. Ovviamente abbiamo tantissime risorse a disposizione, ma è una lavorazione brutale. Anche il tempo che i ragazzi possono trascorrere sul set è estremamente limitato”.

E, spiegando le misure precauzionali pensate per gestire eventuali complicazioni, ha aggiunto: “La metodologia è molto specifica. In pratica bisogna pre-girare tutte le scene mentre loro sono a lezione. (I tre protagonisti) arrivano sul set per circa un'ora e mezza e, in quel tempo, dobbiamo riuscire a completare sei diverse inquadrature prima che debbano andare via. È davvero difficile. Si gira tutto fuori sequenza proprio per questo tipo di organizzazione. Il processo è estremamente complicato, ma ormai ho completato una stagione e ci ho fatto l'abitudine”.

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