Sembra tutto pronto per dare il via all’esperienza cinematografica più attesa e chiacchierata di questa calda stagione estiva. In uscita il 16 luglio, «Odissea» punta a rilanciare il kolossal come non accadeva dai tempi dei suoi migliori capostipiti, avvalendosi di un cineasta premio Oscar come Christopher Nolan, del potenziale inestimabile offerto dall’epica classica e di tecnologie all’avanguardia capaci di proiettare il pubblico nell’immaginario omerico con il massimo del realismo possibile.

In compagnia di alcune tra le stelle più lucenti dell’attuale panorama hollywoodiano - come Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Zendaya e Charlize Theron - il film punta a registrare cifre astronomiche al botteghino e a confrontarsi senza timori con titoli ugualmente attesi come «Spider-Man: Brand New Day». Anche dopo le polemiche sollevate da alcuni utenti online per le presunte inesattezze storiche e le inclinazioni all’ideologia woke, il titolo ha registrato fin da ora negli Stati Uniti prevendite da capogiro, con una corsa all’ultimo biglietto disponibile che ha rapidamente mandato in tilt i siti di prevendita.

Come dichiarato dalla catena cinematografica americana AMC, infatti, la domanda degli spettatori per i tagliandi di alcune proiezioni speciali ha causato in breve tempo un malfunzionamento dell’app, provocando lunghi periodi di attesa prima che altri consumatori potessero procedere all’acquisto. Importante notare, inoltre, che il pubblico si è rivelato interessato non soltanto a visionare il film quanto prima, ma soprattutto ad apprezzarlo nel formato migliore. Come dichiarato infatti dallo stesso Nolan, «Odissea» sfrutterà appieno la tecnologia IMAX, motivando moltissimi appassionati ad accaparrarsi un posto nelle sale compatibili, allo stesso modo di quanto accaduto nel 2023 con l’uscita del precedente «Oppenheimer».

Non stupisce, dopotutto, la reazione dei fan nei confronti del titolo, considerata la volontà dichiarata dallo stesso Nolan - come raccontato in un’intervista - di mettere gli spettatori al centro dell’esperienza: «Quando scrivo, visualizzo il film come membro del pubblico, come qualcuno che vive la storia. Poi, quando dirigo la storia, cerco di portarci dentro il pubblico. Nel caso di Odissea, sto cercando di mettere il pubblico dentro quel cavallo. Sto cercando di metterlo sul ponte della nave di Odisseo».

Tornato sotto i riflettori proprio a ridosso delle ultime discussioni online, Nolan ha chiarito la propria visione personale e gli obiettivi prefissati con il film. Orientando il focus dell’opera sul concetto di ospitalità (xenìa), ha affermato a riguardo: «Quando lasci la tua casa dipendi dalla gentilezza degli estranei. Volevo attingere alla sincerità emotiva dell’opera e restituire personaggi vivi e immediati, non figure lontane chiuse in una rappresentazione convenzionale dell’antichità».

In risposta agli attacchi rivolti a Nolan - anche da parte di personalità influenti come Elon Musk - è intervenuta Silvia Ronchey, saggista e bizantinista italiana che ha voluto ricordare la centralità della figura femminile nell’epica omerica, soprattutto rispetto all’esigenza di adattare l’Odissea alla nostra contemporaneità: «Se il mito deve adattarsi ai tempi, Nolan, più che un’Elena nera o un Achille trans, avrebbe dovuto dare alla sua Odissea un Ulisse donna. Se il tema di Nolan regista è da sempre quello, campbelliano, del viaggio dell’eroe, avrebbe dovuto accorgersi che oggi questo viaggio è femminile. Perché il viaggio dell’eroe, nell’Odissea, è fin dall’inizio, un viaggio dell’eroina, visto che a sostenerlo è quella virtù eminentemente femminile, la razionalità, non a caso assicurata al maschio Odisseo dalla sua dea protettrice, Atena, la dea della ragione».

Ad alleggerire un po’ il clima ci ha pensato invece Matt Damon - protagonista nei panni di Odisseo - che, durante il tour promozionale del film, ha risposto a una domanda della stampa a dir poco curiosa: quale tra i compagni di «Ocean’s Eleven» - l’eccitante trilogia spy-action di Steven Soderbergh - porteresti con te per affrontare insieme il viaggio verso Itaca? Senza esitazioni, Damon ha pensato subito a Brad Pitt e, ricordando in particolare il film «Troy» del 2004, ha affermato: «Ha interpretato Achille. Era già lì durante la guerra. Era con noi. Sarebbe stato utile averlo a bordo». Chi invece ha subito escluso tra le scelte papabili è stato il collega George Clooney, sul quale, mantenendo sempre un tono giocoso e ironico, ha detto: «Clooney è piuttosto inutile, direi».

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